Stato di avanzamento del Piano Militare
Premessa
In questa sezione riportiamo le operazioni "in chiaro", cioè visibili agli osservatori: come abbiamo già dichiarato, non siamo in possesso di informazioni riservate o provenienti da fonti privilegiate, ma soltanto di informazioni provenienti da fonti accessibili a tutti. Sin dall'esordio di Q, e in alcuni casi anche da prima, molte sono state le voci di operazioni militari effettuate dietro le quinte per liquidare la "Cricca" e il deep state. Visto il taglio che ci siamo volontariamente dati, non è compito nostro fare da cassa di risonanza a tali voci, pur nella consapevolezza che le operazioni "in chiaro" rappresentano, forse, un 20% al massimo del totale dell'azione dei militari, come dimostra, ad esempio, il caso McCain. In un quadro così difficile da interpretare, andiamo avanti con le nostre certezze e le nostre speranze, ricordando, per chiosa, la famosa dichiarazione televisiva del Generale William Walker, che il 18 gennaio 2021, alla vigilia del cosiddetto "insediamento" di Biden, affermò che stava avvenendo una tranquilla transizione di potere a favore dei militari.
C'è un Piano (raccolta di video)
Come il potere rivoluzionario, detenuto e gestito dai militari, si manifesta attraverso parole e azioni di Trump e della sua stretta cerchia
Kash Patel, intervistato da Steve Bannon, afferma che i Patrioti sono ai loro posti: la giustizia arriverà
Una delle comunicazioni più importanti da parte di Trump: durante il discorso di inaugurazione del 2017, con un gesto senza precedenti, militari delle diverse armi si sono schierati dietro di lui nel momento esatta in cui affermava che stava togliendo il potere a Washington D.C. per riconsegnarlo al popolo
Chi non parlerà sarà considerato colpevole!
Un Presidente in tempo di guerra (video presente anche nella sezione "L'inganno elettorale")
Il potere delle élite
“Datemi il controllo della moneta di una nazione e me ne infischio di chi fa le sue leggi” (LINK). Così si espresse Mayer Amschel de Rothschild (1744-1812), fondatore della famosa dinastia di banchieri. In questa citazione, da prendersi alla lettera, c’è il succo degli ultimi 250 anni di capitalismo, che hanno visto concentrarsi sempre più ricchezza nelle mani dei controllori del credito e della moneta, in un ambiente economicamente sempre più fragile: una fragilità causata delle stesse leggi di sviluppo del sistema economico.
Il passaggio dalla moneta con un valore intrinseco (quella fatta di metallo prezioso) alla moneta che ne è priva e che è solo la rappresentazione di un valore (moneta fiduciaria o “fiat”) e l’accentramento del controllo dell’emissione della moneta fiat, praticamente in ogni angolo del mondo (vedi drop di Q: Q#135, Q#136, Q#137, Q#138), nelle mani di un ristretto gruppo di famiglie (tra cui troviamo appunto i Rothschild, i Morgan, i Rockefeller) è stata la chiave perché a quelle stesse famiglie fosse assegnato un potere enorme e senza precedenti.
Il passaggio dalla moneta metallica alla moneta fiat non è stata una vera e propria scelta, bensì un passaggio obbligato in un sistema economico che andava maturando e si avviava al declino. Scrivevamo nel nostro articolo “Alcune note economiche a margine del conflitto russo-ucraino”:
“Il sistema economico dell’Occidente è il sistema che, fino a poco tempo fa, dominava il mondo intero e che oggi si presenta in evidente crisi. Esso è afflitto da un problema fondamentale legato alle sue stesse leggi di sviluppo, un problema che porta i margini di profitto a diminuire nel tempo rispetto al capitale investito (cioè, a livello sociale, è necessario investire capitali sempre più ingenti per ottenere gli stesi profitti). Questa legge economica, che è stata scoperta dagli economisti classici e che non è eludibile ma solo momentaneamente aggirabile, è legata all’uso sempre più esteso di macchine e sistemi automatici nella produzione e le circostanze storiche ne stanno dimostrando la completa esattezza. Per fronteggiare le conseguenze di tale legge economica, il sistema ha dovuto dapprima espandere il mercato, soppiantando praticamente tutti i residui pre-capitalistici a livello mondiale, poi ha dovuto rifugiarsi in una bolla borsistica e finanziaria che ha permesso ai capitali di trovare una redditività fasulla, basata su una montagna di carta (la cosiddetta “economia di carta”) e, contemporaneamente, ha dovuto espandere il consumo attraverso la creazione di categorie improduttive (la cosiddetta “espansione del terziario”). Infine, dopo la crisi del 2008, che ha rappresentato la fine della funzione autonoma della finanza come traino dell’economia mondiale, è stato necessario per le élite dominanti pompare moneta creata dal nulla (quindi praticamente falsificata) all’interno di canali specifici, per spostare ricchezze dalla popolazione e da settori “marginali” a settori direttamente legati alle loro attività. Questo significa, semplicemente, essere arrivati a "raschiare il fondo del barile". Il tutto in un dilagare di inefficienza e corruzione, quest’ultima dovuta alla lotta sempre più serrata per la spartizione di profitti sempre più esigui. Ovviamente, tutti questi fenomeni sono sempre coesistiti nell’economia degli ultimi secoli, ma il prevalere dell’uno o dell’altro ha scandito le diverse fasi del progressivo invecchiamento e imputridimento del sistema economico.”
L’emissione di moneta fiat non solo amplia all’infinito le possibilità del credito, ma rende possibile, per chi la controlla, creare denaro dal nulla semplicemente per l’arricchimento proprio e dell’ampia cerchia di accoliti che è stato necessario creare per meglio gestire ricchezza e potere. Il denaro fiat, di per sé, non è ricchezza, ma è una leva per muovere la vera ricchezza (beni e servizi) e quella “di carta” (azioni e derivati finanziari) in una determinata direzione. Possiamo quindi dire che il controllo della massa monetaria e la sua distribuzione vengono utilizzati per drenare ricchezza da una classe all’altra (cioè da chi produce la ricchezza a chi è, a rigor di termini, un parassita) attraverso l’inflazione. In altri termini, l’inflazione è un furto chiamato diversamente o, per dirla nei termini di Q, è manipolazione monetaria, è una forma di tassazione senza che, in cambio, alla popolazione venga data adeguata rappresentanza nelle istituzioni (Q#4962).
Ci è utile ora un’altra citazione del capostipite dei Rothschild, Mayer Amscher: “La nostra politica è quella di fomentare guerre, dirigendole in modo che tutte le Nazioni coinvolte sprofondino sempre più nel loro debito e quindi in nostro potere” (LINK). Capiamo quindi bene il quadro etico (e anche spirituale) entro cui certi poteri si muovono fin dai loro albori e capiamo anche come fosse chiaro fin da subito l’obiettivo del raggiungimento del potere assoluto, al di sopra di qualsiasi entità, comprese le più grandi nazioni. Un obiettivo che ha fomentato, in queste cosiddette “élite”, un folle delirio di onnipotenza (“Questa gente è malata”, Q#280 et al.) e una perdita di contatto con la realtà che li ha condotti a una specie di demenza (“Questa gente è stupida”, Q#304 et al.).
Nel tempo, la Cricca ha allargato il controllo su un numero crescente di Stati, creando strutture concentriche di controllo e gestione del potere, sia sotterranee che allo scoperto, basate su intrecci tra ricatto e corruzione. Ad esempio, in un drop Q cita il prestito dei Rothschild alla Santa Sede del 1832 (Q#1021), forse perché segna l’inizio del loro controllo sulla Chiesa Cattolica, diventata essa stessa parte integrante del sistema finanziario, e sulla sua forza propagandistica rivestita di autorità religiosa.
Nel 1913 venne fondata la Federal Reserve, che permise alla Cricca un drenaggio capillare della ricchezza prodotta negli USA, la nuova potenza mondiale, attraverso l’inflazione e, nel contempo, rafforzò la sua presa sull’intero Stato e le assegnò il controllo di quella che sarebbe diventata la moneta mondiale.
Nel grafico sottostante, si vede la perdita di potere d’acquisto del dollaro dalla fondazione della FED fino al 2020 (fonte: https://www.visualcapitalist.com/purchasing-power-of-the-u-s-dollar-over-time/)
Da un nostro scritto del 2019: “Vale la pena notare come la lotta per istituire una banca centrale negli USA sia sempre stata molto aspra [...] Nella loro storia, gli USA hanno avuto tre banche centrali, le prime due negli anni 1791-1812 e 1816-1836. Quando l’attuale FED fu istituita il 24 dicembre del 1913, l’allora presidente Wilson ebbe a dire al riguardo: “Sono un uomo profondamente infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio paese. Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito”. [...] Durante la Grande Depressione, nel periodo del New Deal, la borghesia finanziaria americana era talmente (e immotivatamente) spaventata dal fatto che il presidente Roosevelt potesse usare le prerogative della FED per stampare denaro e veicolarlo alla popolazione in difficoltà, alterando, attraverso la distribuzione della massa monetaria, la distribuzione della ricchezza tra le classi in favore del popolo, che tentò di organizzare un colpo di stato, il cosiddetto Business Plot del 1934.”
Quanto detto vale a sottolineare la forza insita nel controllo della moneta e la sua centralità nel potere delle élite dominanti. Se era stato sempre saldo il controllo della Cricca sulla Gran Bretagna, fino all’inizio del ‘900 prima potenza mondiale e suo strumento docile e preferito, lo spostamento degli equilibri geopolitici ed economici in favore degli Stati Uniti non la trovarono impreparata.
Il potere della Cricca si ampliò ulteriormente, in virtù delle due guerre mondiali e della conseguente affermazione del dollaro come moneta mondiale, dapprima attraverso gli accordi di Bretton Woods (1944) e poi attraverso il loro scioglimento nel 1971 (che comportò la fine della parità tra dollaro e oro), seguito dagli accordi tra USA e Arabia Saudita per fare del dollaro l’unica moneta accettata per l’acquisto di petrolio (1974-75). Il controllo delle “fonti” monetarie è, in effetti, da sempre accoppiato al controllo delle fonti energetiche.
Ma il potere di creare denaro dal nulla stato utilizzato anche per l’appropriazione della ricchezza mondiale attraverso i fondi di investimento azionari, segnatamente BlackRock, Vanguard e State Street, strettamente interconnessi tra loro e oggi proprietari di oltre un terzo della ricchezza azionaria del pianeta.
La proprietà delle banche centrali implica anche la possibilità di controllare interamente il credito e di provocarne la contrazione e l’espansione e, grazie a questa facoltà, approfittando della concomitanza delle periodiche contrazioni dell’economia capitalistica, la Cricca ha ingegnerizzato i crolli borsistici, liberandosi in anticipo di parte delle proprie quote azionarie e poi, dopo la caduta dei listini, acquistando il controllo di aziende sane e redditizie a prezzi di saldo (Q ha accennato chiaramente a questo meccanismo in Q#4962). La vicenda Game Stop di pochi anni fa (vedi il nostro articolo a riguardo) ha mostrato chiaramente come il gioco in borsa sia comunque sempre truccato in favore dei poteri forti e che, nel momento in cui qualche outsider cerca, legalmente, di sfruttare a proprio vantaggio gli stessi meccanismi permessi ai “pesci grossi”, è immediato l’intervento dei cosiddetti “organismi di controllo”, della censura sui social media e dei lacchè dell’informazione asservita per bloccare ogni deflusso di capitale verso rotte indesiderate.
La disponibilità di denaro virtualmente infinita è stata utilizzata per manipolare ulteriormente i mercati e far lievitare il prezzo delle azioni delle aziende già acquisite, in modo che i proventi potessero essere “investiti” nella corruzione di politici di tutti gli schieramenti, come viene dettagliatamente spiegato in questo video. È fondamentale infatti, per la Cricca, la costruzione di una rete funzionale ai suoi scopi, che comprenda non solo i gangli di numerosi governi, ma anche associazioni più o meno segrete che affasciano il mondo finanziario, industriale e politico in cerchi concentrici (dal gruppo Bilderberg a quello di Davos/WEF alla massoneria e strutture similari), organismi sovranazionali (ONU, OMS, UE, ecc.), agenzie di intelligence (CIA, Mossad, MI6, ecc.), vertici religiosi, funzionari dell’apparato burocratico di diversi stati, l’apparato dei media tradizionali e dei social media quasi per intero, strutture militari e paramilitari (queste ultime descritte un po’ più in dettaglio nel nostro articolo “Il neonazismo dei Democratici americani”), altri elementi “ancillari” (ad esempio, le ONG per la movimentazione dei migranti). Tutto questo coacervo eterogeneo va a formare il cosiddetto “deep state”, o “stato profondo”.
Per approfondire il ruolo particolare e fondamentale degli strumenti di propaganda, potete visitare la sezione del nostro sito sulla “guerra dell’informazione”, nella cui introduzione abbiamo scritto quanto segue: “Caratteristica fondamentale dell'apparato di informazione delle élite è un'elevatissima centralizzazione: il grosso dei media americani è detenuto da un pugno di aziende colossali, a loro volta soggette ad una centralizzazione ancora più spinta, grazie al ruolo dei fondi di investimento BlackRock, Vanguard e State Street, così strettamente legati tra loro da rivestire il ruolo di direzione unica. Il tramite tra questa direzione e i media veri e propri, fino ai singoli giornalisti, è svolto dalla CIA (vedi "Operazione Mockingbird": LINK 1; LINK 2) e, molto probabilmente, da altri spezzoni dell'apparato di intelligence.”
Quello che vale per i media, vale anche per molte aziende dei principali settori economici, costrette dai fondi azionari che le controllano a mettere in atto le politiche decise dalla Cricca (ad esempio, il sostegno alle ideologie “woke”, come spiega molto bene il documentario “The war on children – La guerra contro i bambini”).
Un altro meccanismo utilizzato dalla Cricca per drenare la ricchezza mondiale e, nel contempo, favorire l’ascesa di nuovi centri di potere ritenuti più aderenti ai propri interessi, è il sistema dei dazi commerciali asimmetrici, che favoriscono gli investimenti nella produzione industriale in Estremo Oriente (soprattutto in Cina), dove i profitti sono più alti a causa del basso prezzo della forza-lavoro, e il ritorno dei profitti industriali così ottenuti in Occidente, per essere investiti nell’”economia di carta” della finanza, con il suo effetto di ulteriore moltiplicazione dei profitti. Sia i dazi commerciali asimmetrici tra USA e Cina che altri accordi in corso di approvazione e finalizzati ad aumentare all’inverosimile lo sfruttamento della forza-lavoro (ci riferiamo soprattutto ai trattati TPP e TTIP) sono stati disinnescati da Trump nel corso del suo primo mandato (vedi il nostro articolo “La Trump economy”).
Il controllo diretto di interi apparati statali ha dato alla Cricca la forza militare per imporre il proprio sistema in tutto il globo. Basti pensare agli ultimi che hanno osato tentare di opporsi al dominio del dollaro: Saddam Hussein nel 2000 chiese euro anziché dollari per il pagamento del petrolio iracheno (fu liquidato nel 2003), Gheddafi coltivava il progetto di introdurre, per tutta l’Africa, una moneta basata sull’oro (il dinaro) al posto dell’infame franco CFA, portando il continente fuori dal sistema della moneta fiat (il colonnello fu liquidato nel 2011). In casi meno “gravi”, i paesi che formalmente detengono le “chiavi” del sistema (quindi soprattutto gli USA, con la UE in seconda fila) impongono sanzioni economiche, che possono arrivare al blocco di tutti i trasferimenti bancari, che notoriamente viaggiano sul sistema SWIFT (ovviamente in mani private). In altre situazioni più “complesse”, come quella della Russia, che da almeno un ventennio si oppone alla Cricca e al suo Nuovo Ordine mondiale, alle sanzioni e alla propaganda si sono affiancate strategie di lungo periodo, come l’accerchiamento militare (allargamento dei confini della NATO) e il dirottamento della nazione ucraina attraverso un vero e proprio golpe nella forma di “rivoluzione colorata” (2014), per poi farne un “hub” dell’Occidente, pesantemente armato e finalizzato all’azione militare in chiave anti-russa. Tale strategia è alla radice dell’attuale conflitto russo-ucraino, che non è altro che un’azione preventiva della Russia di fronte all’inevitabilità dello scontro pianificato dalle élite globaliste.
Molte sono state negli ultimi decenni, in giro per il mondo, le “rivoluzioni colorate” o i tentativi in tal senso, avvenute grazie all’intervento sul posto delle agenzie di intelligence (in testa a tutte, ovviamente, la CIA), unito a ingenti finanziamenti mirati a far crescere, quando non a creare di sana pianta, forze di opposizione e personaggi “di spicco” che avallano programmi globalisti, a reclutare agitatori professione, a impiantare ONG che fungono da basi operative, a introdurre l’uso del voto elettronico per truccare più facilmente le elezioni. Per fare alcuni esempi diversi dall’Ucraina, un tentativo di rivoluzione colorata è attualmente in corso in Georgia, per permettere all’occidente globalista di aprire un secondo fronte militare contro la Russia; tentativi del genere sono stati recentemente stroncati in Bielorussia e nella stessa Russia (Navalny era un personaggio “allevato” in tal senso), mentre la “rivoluzione colorata” avvenuta in Myanmar nel 2007 è stata da poco tempo ribaltata da un golpe militare anti-globalista.
Tornando a quanto detto all’inizio sull’inevitabile crisi finale dell’attuale ordinamento economico, citiamo un brano del nostro articolo “Il quadro generale”, scritto a marzo del 2021: “La crisi finanziaria del 2008, con i suoi perduranti effetti, e le crescenti necessità di intervenire sulla moneta aumentandone a dismisura la falsificazione (ossia creandone una quantità potenzialmente illimitata) ci consegnano uno scenario da “fine impero”, cioè dimostrano chiaramente che il sistema economico è prossimo al collasso e non può essere “riparato”. La ristretta élite economica che controlla il sistema bancario da secoli, che dapprima la nascita e lo sviluppo della finanza e dell’economia di carta e poi l’espansione monetaria hanno reso sempre più potente in un contesto economicamente sempre più fragile, ha potuto prevedere da lungo tempo il corso degli eventi, avendo in mano la visione, praticamente in tempo reale, dei flussi di capitale a livello mondiale e della loro redditività in termini di profitto (storicamente declinante). La posizione privilegiata ha consentito a questa cricca di elaborare con largo anticipo una strategia per il mantenimento e il consolidamento del potere anche di fronte al crollo del sistema economico, secondo un piano che è già in atto da decenni.” La Cricca possiede quindi i mezzi e le conoscenze teoriche e pratiche per pianificare in larghissimo anticipo le proprie mosse e quindi, sapendo che la fine dell’attuale sistema economico avrebbe aperto le porte ad un sistema nuovo, di benessere diffuso, che non avrebbe consentito concentrazioni di denaro e potere in poche mani analoghe a quelle del presente, consapevoli perciò che erano destinati a perdere le proprie ricchezze e il proprio potere, hanno escogitato e pianificato un “finale alternativo”, una specie di nuovo feudalesimo in cui avrebbero posseduto tutto il pianeta e tutti i beni, i mezzi di produzione e i prodotti del lavoro e si sarebbero fatti servire dai brandelli di umanità scampati alle loro stragi e ridotti in schiavitù. Questo piano è spiegato con maggiore dettaglio nel nostro articolo “Il folle piano delle élite contro il Popolo”.
Entrano in scena i Patrioti
Ci siamo occupati altrove, in maniera estesa, del Piano Militare e dell’azione dei Patrioti, nonché della guerra rivoluzionaria in atto per il nuovo sistema economico. Ci limiteremo qui a sottolineare alcuni specifici elementi. Innanzi tutto, la Federal Reserve è stata incorporata nel Tesoro USA sotto Trump (VEDI), segno che la Cricca ne ha perso il controllo. Prova ne sia che, nonostante il panorama economico fosco almeno a partire dal COVID, il temuto crollo di borsa non c’è ancora stato. In effetti, quando si ha a disposizione una “stamperia” di denaro, è teoricamente possibile pomparne quantità illimitate nel sistema finanziario ed evitare i crolli. Citiamo, a proposito, un brano da “La Trump economy”: “A dicembre del 2018 c’è stata la svolta nella lotta per il controllo del truccatissimo mercato azionario, importante soprattutto in ottica propagandistica: nell’attuale circo dell’informazione americana (e, di rimbalzo, mondiale), il rialzo dell’indice azionario viene automaticamente correlato ad un’economia in salute. Fino allo scorso dicembre le sorti dell’andamento di Wall Street erano nelle mani della Cricca, che stava facendo crollare la borsa come risposta agli attacchi diretti di Trump alla FED, il suo asset più prezioso. Il segnale decisivo è arrivato il 25 dicembre 2018: il consiglio di Trump “buy the dip” (comprate ora che i prezzi sono bassi), riferito al mercato azionario, sanciva il passaggio del controllo della borsa nelle mani dei militari. Da allora, l’indice Dow Jones è salito da circa 21.000 punti a circa 25-26.000”. Se in futuro ci saranno crolli di borsa, ci azzardiamo a ipotizzare che saranno permessi per facilitare, in qualche modo, la nascita del nuovo sistema.
L’ingresso dell’Arabia Saudita nei BRICS e la sua disponibilità a vendere il petrolio in valute diverse dal dollaro hanno, in pratica, sancito la fine degli accordi del 1975 che hanno consentito alla moneta americana di mantenere fino a oggi il ruoto di moneta mondiale. E proprio dai BRICS sta nascendo il nuovo sistema monetario: in cantiere c’è il varo di una nuova moneta per sostituire il dollaro negli scambi internazionali, garantita per il 40% dall’oro e per il 60% dalle valute nazionali dei paesi membri. Valide e funzionanti alternative al sistema SWIFT sono già state sviluppate “grazie” alle sanzioni occidentali nei confronti di Russia e Iran. Sempre in campo monetario, è degno di nota l’endorsement di Trump nei confronti delle criptovalute. Scrivevamo sul nostro blog nel 2019: “Nel quadro dell’attacco a 360 gradi al potere delle banche centrali, è ipotizzabile che la nascita della criptovaluta Bitcoin nel 2009, strumento finora dimostratosi inattaccabile dal punto di vista tecnico, il cui creatore (o creatori) si è nascosto dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto e non è mai stato identificato, sia parte del piano e abbia come fine da un parte la creazione di un’arma monetaria altamente innovativa per lo scardinamento delle banche centrali e dall'altra la creazione di un cuscinetto dove poter riversare il valore (fittizio) dell'economia finanziaria di fronte a un crollo o a un reset (soprattutto in questo caso è utile considerare il ruolo non solo del Bitcoin, ma di tutta la popolosa schiera delle criptovalute). La provenienza della tecnologia delle criptovalute da ambienti militari sembra ancora più evidente nel caso del protocollo Mimblewimble. Una parziale conferma di quanto appena detto viene dalla nomina, a gennaio del 2019, di Mick Mulvaney, personaggio apertamente favorevole al Bitcoin, come capo dello staff della Casa Bianca, una carica molto importante all’interno del panorama politico americano.”
Chiudiamo con la nota lieta del declino di due famiglie tra le più infami e luride: i Rothschild (con la recente morte di Jacob, il suo membro più eminente, e l’asta delle opere d’arte possedute dalla famiglia) e la Casa Reale Britannica, in pieno sfaldamento.
“Nessun quantitativo di denaro, influenza o potere può fermare tutto questo” Q#1602
“Niente può fermare quello che sta arrivando. Niente.” Q#2494
16 maggio 2024
Il modo in cui la Federal Reserve è riuscita a schiavizzare il mondo (video)
Come funzionano i fondi di investimento della Cricca (video)
Come funzionano BlackRock, Vanguard e State Street, i fondi d'investimento della Cricca che insieme controllano oltre un terzo della ricchezza azionaria mondiale e che sono in grado di imporre le loro politiche alla quasi totalità delle aziende quotate in borsa? Ce lo spiega questo video del profilo X @AAnon55, intitolato "BlackRock". Sottotitolato in italiano.
Che cos'è il deep state - L'uso dittatoriale della burocrazia statale e del sistema bancario (video)
Il collegamento tra BlackRock e i tentativi di assassinare Trump (video)
Il significato economico dell'eliminazione del contante (link)
Schema sintetico del sistema globalista di controllo del mondo (dall'alto verso il basso)
- Banche centrali: controllano l'emissione della moneta e, attraverso di essa, convogliano ricchezza verso gruppi di individui, classi e Stati. Chi le controlla rappresenta il vertice assoluto della cosiddetta "Cricca".
- Grandi fondi d'investimento (Vanguard, BlackRock, State Street): legati direttamente alle famiglie che controllano le banche centrali e per questo motivo dotati di liquidità potenzialmente illimitata, controllano tutte le grandi aziende grazie alle acquisizioni in borsa e investono parte dei profitti nella corruzione dei politici, riuscendo così ad imporre politiche aziendali e leggi funzionali ai disegni di breve e lungo termine della Cricca.
- Sistema del credito: partecipa al controllo della distribuzione della moneta; drena ricchezza attraverso l'interesse ed entrando negli organismi di controllo delle grandi aziende. Le banche sono collegate ai controllori delle banche centrali sia direttamente (ad esempio JP Morgan) che attraverso i grandi fondi d'investimento.
- Grandi aziende multinazionali: attraverso la formazione di cartelli, facilitata dalla centralizzazione dovuta ai fondi d'investimento, controllano interi rami d'industria (come, ad esempio, il cartello farmaceutico) e influenzano i governi. Sono collegate ai controllori delle banche centrali attraverso i grandi fondi d'investimento.
- Strutture politico-militari sovranazionali (ONU, UE, NATO, OMS, FAO, UNICEF,...): grazie a una paziente tessitura, quando non alla fondazione diretta, rispondono direttamente alla Cricca e promuovono le sue politiche (ad esempio l'Agenda 2030). Dirigono e incanalano enormi flussi di denaro.
- Agenzie di intelligence: hanno un potere enorme e la capacità di muoversi senza essere viste, spesso al di fuori del controllo governativo e quindi in una modalità sovranazionale. Fanno cadere governi e fanno eleggere o nominare i leader, molto spesso interferendo nei processi elettorali. Centralizzano e orchestrano la narrazione mediatica e hanno il controllo diretto di alcune frange dell'apparato militare regolare e irregolare (terroristi, milizie legate a ogni specie di traffico e alle mafie, spezzoni di forze armate di diversi paesi).
- Governi nazionali: opprimono la popolazione attraverso leggi, tasse e sussidi. Controllano il sistema giudiziario e larga parte della "violenza organizzata" (apparato militare regolare: esercito, forze di polizia) per usarla contro il proprio popolo in caso di ribellione o contro altri popoli a scopo di repressione o profitto (guerre). Controllano e dirigono enormi flussi di denaro a livello nazionale.
- Strutture e associazioni varie: è una galassia che comprende entità di diversa forza, dal carattere che varia dal sovranazionale, al nazionale, al locale: apparati ecclesiastici (chiese), massoneria, sindacati, partiti politici,
ONG e quant'altro. Entrano nella società in maniera capillare, contribuendo in maniera decisiva alla struttura della "rete impersonale d'interessi" legata alla Cricca.
- Apparato mediatico: composto da veri e propri nemici del popolo, manipola e falsifica l'informazione, facendo sì che la gente viva in una falsa realtà. Si occupa quindi del controllo mentale delle masse, in concorso con il sistema scolastico, gli apparati clericali, le case editrici, ecc. La sua azione è diventata ancora più capillare grazie all'utilizzo dei social media.
- Sistema sanitario:
impone da oltre un secolo politiche sanitarie mirate ai profitti
e può trasformarsi, all'occorrenza, in strumento di discriminazione e di morte (politiche COVID, vaccinazioni forzate ed eutanasia istigata o imposta, sterilizzazioni forzate o realizzate attraverso le transizioni di genere prima dell'età del consenso, ecc.).
- Sistema scolastico e accademico: si occupa di indottrinare i giovani e abituarli alla schiavitù. Deteniene il monopolio della "scienza" ufficiale (insieme al sistema sanitario).
- Amministrazioni locali: hanno un impatto immediato sulla popolazione e sono fortemente influenzate dal sistema dei partiti. Controllano e dirigono grandi flussi di denaro a livello locale.
Liberamente tratto da @AAnon55
Il folle piano delle élite contro il Popolo
Prima di illustrare le parti del piano dei Patrioti che siamo riusciti a comprendere grazie alle informazioni provenienti da Q, unite all’analisi dei fatti di cui siamo a conoscenza, è utile passare in disamina, per contrasto, il piano che le élite economiche hanno preparato per mantenere il potere di fronte all’inevitabile fine del sistema economico attuale (vedi sezione “Il quadro generale”) e instaurare il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. Questo piano è stato più volte denunciato, del tutto o in parte, da diverse voci (come, ad esempio, quelle di Vladimir Putin, di Donald Trump o di Mons. Viganò): noi cercheremo di ricostruirlo sulla base dei dati e delle esperienze maturate in oltre un quinquennio di coinvolgimento in questa guerra psicologica, materiale e spirituale, in cui abbiamo cercato di dare un microscopico contributo a quella che riteniamo essere una causa di tutta l'umanità.
Per meglio definire il piano delle élite finanziarie contro il Popolo, ci serviremo degli obiettivi della famigerata "Agenda 2030", che dietro parole melliflue nasconde intenti di sterminio e riduzione in schiavitù. Alla base di tutto c’è, per l’appunto, un piano di depopolamento, che mira a ridurre la popolazione mondiale ad una quota presumibilmente compresa tra 500 milioni (come enunciato dal “monumento” noto come Georgia Guidestones, che qualcuno ha fatto saltare in aria) e un miliardo di individui nel giro di pochi anni (principalmente attraverso malattie ingegnerizzate e guerre decise a tavolino: guerre fasulle con morti veri, come ha scritto Q in Q#570), con una quota preponderante di sopravvissuti appartenenti a nazionalità asiatiche culturalmente avvezze da secoli all’ubbidienza. La riduzione della popolazione è, per le élite, un’ossessione e un passaggio necessario, perché queste percepiscono il popolo sia come un nemico mortale che mira alle loro ricchezze che come vere e proprie bestie da allevamento, tanto più difficili da controllare quanto più il loro numero è elevato. Di qui la diffusione delle ideologie neomalthusiane del “siamo troppi”, propagandate attraverso i mezzi di informazione e le istituzioni (che le élite controllano), quando, in realtà, sono proprio “loro” ad essere di troppo.
Ovviamente, i piani delle élite avrebbero richiesto un'approccio graduale e una dissimulazione sistematica, messa in atto con la piena partecipazione dei mezzi di comunicazione, anche attraverso tecniche di manipolazione di massa analoghe a quelle che abbiamo visto durante la "pandemia" (LINK 1, LINK 2). L'intervento dei Patrioti ha però scombinato quanto da lungo tempo pianificato, costringendo le élite ad accelerare i tempi e ad esporsi.
PREMETTIAMO CHE QUESTI PIANI, ALLO STATO ATTUALE, SONO GIÀ STATI SCONFITTI E CHE IL LORO ESTRINSECARSI SU SCALA MINORE VIENE PERMESSO PER MOTIVI DI STRATEGIA MILITARE E DI ESPOSIZIONE.
Obiettivo 1: sconfiggere la povertà
Si tratta, in realtà, di portare tutta l’umanità ad un livello minimo di sussistenza, espropriando i cosiddetti “ceti medi” (esemplificative, in questo senso, le parole di Elly Schlein sull'esproprio delle seconde case per assegnarle ai migranti). Nulla delle enormi ricchezze in mano alle élite dovrà essere toccato per raggiungere questo obiettivo, anzi, tali ricchezze dovranno sempre e solo accrescersi. Ricordiamo che le élite globaliste, solo attraverso i fondi d’investimento BlackRock, Vanguard e State Street (che sono strettamente intrecciati tra loro, essendo l’uno azionista dell’altro) controllano almeno un terzo della ricchezza mondiale. L’obiettivo finale è quello di garantire la sopravvivenza alla popolazione residua attraverso un “reddito base universale di cittadinanza” (già parzialmente sperimentato durante la “pandemia” e in via di sperimentazione in diversi angoli del mondo) calirato al limite dei livelli minimi di sussistenza, che renda ogni individuo dipendente dal potere centrale e che possa essere sottratto ad eventuali dissidenti, in modo da ridurli automaticamente alla fame.
Obiettivo 2: sconfiggere la fame
Distruzione dell’agricoltura con la scusa della frode del cambiamento climatico (non che il clima non sia soggetto a ciclici cambiamenti, ma è da escludersi che questi siano causati dall'uomo: per i veri dati scientifici, che smascherano categoricamente la bufala, vedi il sito www.attivitasolare.com), eliminazione del cibo biologico e sua sostituzione con cibo sintetico e/o a base di insetti, quindi insalubre, moralmente degradante per molte culture ed eventualmente ingegnerizzabile per accelerare il depopolamento. Uno "scienziato" svedese evidentemente permeato di globalismo, sull'onda delle tendenze sociopatiche che contraddistinguono questa corrente politica, ha proposto come ulteriore fonte di cibo lo smaltimento dei cadaveri attraverso il cannibalismo, che sarebbe utile per arrestare il cambiamento climatico (e, aggiungiamo noi, per spazzare via ogni residuo di spiritualità umana dalla faccia della Terra), idea sostenuta dagli immancabili gruppi di "attivisti". Alla fine, comunque, la quantità di "cibo" disponibile dovrà essere quella più o meno necessaria a sfamare l’umanità residua, salvo diverse esigenze delle élite.
Obiettivo 3: salute e benessere
Politiche sanitarie gestite dall’OMS (vedi anche QUESTO VIDEO), sul modello di quanto accaduto durante la “pandemia”, ripristino ed estensione dei passaporti vaccinali con obbligo di iniettarsi e/o assumere qualsiasi cosa le élite decidano (anche in chiave di depopolamento). Tutti i rimedi naturali, tutte le medicine e cure cosiddette “alternative” dovranno essere eliminate in favore dei prodotti delle multinazionali farmaceutiche. Tutti i medici dissidenti verranno espulsi dal sistema, così come è avvenuto durante la “pandemia” nei confronti di chi si opponeva alle vaccinazioni coatte. Si aggiungano, immancabili, le politiche di eliminazione delle categorie "indesiderate" (disabili, indigenti, malati mentali, dementi, ecc.) mascherate da eutanasia. Per un esempio di come la "sanità" globalista intende prendersi cura degli anziani affetti da Alzheimer, potete vedere questo breve video.
Obiettivo 4: istruzione di qualità
Abbiamo tutti assistito al non casuale declino della qualità dell’istruzione nel corso dei decenni. L’obiettivo delle élite è il seguente: obbligo scolastico dalla scuola materna alla maggiore età, in modo che i minori arrivino ad essere effettivamente di proprietà (il termine è appropriato) dello Stato, indottrinamento assoluto delle nuove generazioni su posizioni cosiddette “politicamente corrette”, in realtà neonaziste (ciò a cui oggi assistiamo, ad esempio, in merito all’Agenda 2030), livelli culturali che siano appena sufficienti a consentire le funzioni produttive dell’individuo in un meccanismo sociale dispotico. Insomma, perfezionare quello che negli USA chiamano “stupidity training”, allenamento alla stupidità (siamo già, abbondantemente, sulla buona strada). Per un approfondimento su come l'istruzione venga in realtà utilizzata dalle élite per sessualizzare i bambini e normalizzare la pedofilia, vedete QUI.
Obiettivo 5: parità di genere
Rifiuto della realtà del genere biologico attraverso l’ideologia LGBTQAI+ (o “ideologia gender”), secondo la quale sono stati identificati ben 107 generi (mentre scriviamo il numero è questo, ma aumenta continuamente con il passare del tempo), tutti con pari "diritti" (elenchiamo, a titolo di esempio, i nomi di alcuni di questi "generi": omnigenere, poligenere, neurogenere, vakasalewalewa, trigenere, …), conseguente rifiuto dell'eterosessualità (alla base della riproduzione degli esseri umani e quindi, non a caso, numericamente largamente prevalente) come standard e base della famiglia mononucleare, sdoganamento della pedofilia (che è molto diffusa tra le élite) anche con il supporto delle istituzioni scolastiche e sostituzione del termine “pedofilo” con il più soft “persona attratta dai minori”, spinta alla castrazione e mutilazione chirurgica dei giovani e dei bambini (anche ben al di sotto dei 6 anni di età), anche contro la volontà dei genitori (un altro inequivocabile segnale del fatto che i bambini sono, secondo questi individui, di proprietà dello Stato) con il pretesto della presunta individuazione di tendenze al transgenderismo (per approfondire questo argomento e capire anche il giro di soldi intorno alle mutilazioni genitali dei bambini, consigliamo questa intervista di Tucker Carlson a Chris Moritz). Anche la distruzione della gioventù e della famiglia mononucleare va nella direzione dell’auspicato depopolamento. Tutto questo con la scusa della difesa dei diritti degli omosessuali, quando proprio gli omosessuali più avveduti sono coscienti del fatto che anche loro subiscono pesanti conseguenze da tali politiche, in quanto il sano ed istintivo rigetto dell'"ideologia gender" da parte della maggioranza della popolazione sta facendo additare anche gli omosessuali in genere come portatori di questa vera e propria malattia mentale, con la conseguente perdita di molti dei diritti conquistati nei decenni (l'"ideologia gender" cade nell’ambito più ampio di quel calderone ideologico delle “ideologie woke”, che presentano spesso, come tratto distintivo, un’indigeribile ossessione per i genitali dei fanciulli. Più in generale, le ideologie "woke" sono basate su una serie di politiche identitarie che, con la scusa di voler difendere questa o quella categoria, attaccano le altre, creando divisione e odio nella popolazione, fino ad arrivare all'odio per sé stessi da parte di chi sposa tali ideologie appartenendo ad una alle categorie attaccate, come bianchi, maschi, eterosessuali, cristiani, ecc.). In aggiunta, denunciamo che l'"ideologia gender" denigra la donna come creatrice di vita, sostituendola in ogni ambito di rilievo mediatico (sport, concorsi di bellezza, ecc.) con uomini "trans", e denigra gli uomini e la loro energia creatrice, definendo le loro caratteristiche fondamentali con il termine di "mascolinità tossica".
Obiettivo 6: acqua pulita e servizi igienico-sanitari
Restrizione dell’accesso all’acqua potabile con l'assurdo pretesto che l’acqua sia un bene scarso (concetto ridicolo per chiunque abbia mai visto un mappamondo) e che l’acqua non debba essere sprecata (concetto ridicolo per chiunque sia cosciente che l’acqua, utilizzata in qualsiasi modo, torna in circolo nel famoso “ciclo dell’acqua”), mentre sono gli investimenti in acquedotti e potabilizzazione ad essere scarsi. Bisogna sempre ricordare che ciò che viene artificialmente reso scarso diventa più remunerativo. Quindi, acqua razionata per tutta la popolazione residua. A proposito: ricordate gli appelli demenziali a non lavarsi per far dispetto a Putin?
Obiettivo 7: energia pulita e accessibile
Eliminazione delle fonti energetiche fossili e dell’energia nucleare, in modo da far crollare la produzione industriale, che dovrà basarsi solo sulle fonti rinnovabili e potrà quindi tenere il passo di una popolazione fortemente ridotta nei numeri e impoverita.
Obiettivo 8: lavoro dignitoso e crescita economica
Sappiamo bene che le élite considerano i lavoratori come schiavi, quindi consentiranno la sopravvivenza di un numero di esseri umani sufficiente ad avere il quantitativo di schiavi di cui hanno bisogno, plasmati secondo i loro deliri transumanisti. La crescita economica è intesa per le élite stesse, che saranno letteralmente padrone dell’intero pianeta: qualsiasi bene, dall’alloggio all’ultima delle suppellettili, sarà disponibile per la popolazione rimanente sotto forma di affitto e potrà quindi essere tolto nel caso di “dissidenza” o di “credito sociale” troppo basso. Ricordate il mantra “2030: non possiederai nulla e sarai felice”? Anche se, forse, è apocrifo, rende bene l'idea.
Obiettivo 9: imprese, innovazione e infrastrutture
Il presente obiettivo sarebbe in palese conflitto con il precedente, se quest'ultimo venisse preso alla lettera (errore che non va mai fatto con le affermazioni delle lingue biforcute del globalismo). Esso prevede infatti l’applicazione degli ultimi ritrovati della tecnica alla produzione (con evidente minore necessità di forza lavoro umana: pensiamo solo all’impatto occupazionale della cosiddetta “intelligenza artificiale”) e alle infrastrutture informatiche (introduzione della tecnologia quantistica nella rete internet, con conseguente totale perdita della residua privacy di tutti i soggetti connessi in rete) e di controllo sociale.
Obiettivo 10: ridurre le disuguaglianze
Per quanto riguarda gli aspetti economici, vedi obiettivo 1. Per quanto riguarda il razzismo, chiamiamo di nuovo in causa la galassia ideologica “woke”, con la “teoria critica della razza”, secondo la quale, nell’attuale ordinamento, i bianchi sono intrinsecamente oppressori proprio in quanto bianchi. Secondo i piani globalisti, i bianchi sono i nuovi candidati alle maggiori persecuzioni, in quanto, per motivi esclusivamente storici, sarebbero un po' meno avvezzi dei neri e degli asiatici ad essere oppressi e dominati. Essi dovranno essere quindi eliminati in proporzione maggiore. I globalisti spingono molto nel sottolineare le differenze nel colore della pelle anche per tenere il popolo diviso, in modo che possa essere condotto più facilmente al macello. Ma, si dirà, i vertici del globalismo (i Rothschild, i Morgan, i Rockfeller, ecc.) sono praticamente tutti di pelle bianca! Risponderemo parafrasando Goebbels: sono loro a decidere chi è bianco e chi non lo è. Per una efficace descrizione del razzismo anti-bianco, consigliamo questo video di Tucker Carlson.
Obiettivo 11: città e comunità sostenibili
Una parte sostanziale del piano deriva dagli “esperimenti” fatti con i campi di sterminio nazisti: concentrare la popolazione in aree urbane insalubri, con risorse scarse e poche o nulle possibilità di movimento. Con la scusa della bufala del cambiamento climatico (vedi obiettivo 2), agendo anche attraverso la rete dei sindaci del C40 (associazione ultraglobalista, a cui appartengono l’attuale sindaco di Roma Gualtieri e l’attuale sindaco di Milano Sala) si vuole ridurre o annullare la libertà di movimento (inizialmente eliminando le auto più vecchie, quindi più a buon mercato, per arrivare via via alle altre, fino a permettere solo le auto elettriche, attualmente ancora costosissime e problematiche; implementando il progetto, ancora più idiota, della “Città dei 15 minuti”) e si vuole ridurre l’utilizzo dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento. Si ottiene così un ulteriore metodo per accelerare l'oppressione e il depopolamento.
Obiettivo 12: consumo e produzione responsabili
Riduzione dei consumi (il minimo indispensabile per gli schiavi, ancora meno, fino a zero, per chi deve essere liquidato), produzione adeguata alle esigenze delle élite e al residuo di umanità schiavizzato.
Obiettivo 13: lotta contro il cambiamento climatico
Questa emerita bufala è la scusa per procedere alla distruzione dell’umanità. Vedi quasi tutti gli obiettivi precedenti, ai quali aggiungiamo i “passaporti CO2”, che limitano la possibilità degli individui di viaggiare e consumare prodotti ad elevata emissione di CO2 (questo non vale per le élite e per i loro jet privati, naturalmente). Interessante questo video sulla creazione del personaggio Greta, pubblicato da "The Anonymous Charity" (potete selezionare i sottotitoli in italiano).
Sulla falsa emergenza climatica, consigliamo anche la visione di questo video, con un'intervista di Tucker Carlson allo scienziato Willie Soon.
Obiettivo 14: vita sott’acqua
Chiusura dell’accesso alle risorse alimentari marine con la scusa della protezione dell’ambiente, che fa il paio con quanto visto per l’obiettivo 2, e che probabilmente implica anche la chiusura dell’accesso alle zone marine e agli specchi d’acqua per scopi ricreativi.
Obiettivo 15: vita sulla terra
Analogamente a quanto detto per l’obiettivo precedente, e come anticipato per l’obiettivo 11, sempre con il pretesto della protezione dell’ambiente, le aree naturali verranno precluse al godimento da parte della popolazione residua.
Obiettivo 16: pace, giustizia e istituzioni solide
Ottenuto il raggiungimento degli obiettivi di depopolamento, non ci sarà bisogno di ulteriori guerre, dato che le élite saranno unite nel “godimento” delle loro ricchezze, il diritto sarà conforme ai rapporti di forza tra padroni onnipotenti e schiavi umiliati e gli strumenti avanzatissimi di controllo sociale garantiranno la solidità del dispotismo.
Obiettivo 17: partnership per gli obiettivi
Ovviamente, obiettivi così ambiziosi possono essere raggiunti soltanto con l’unità di tutti i principali attori economici e politici del mondo. Di qui, ad esempio, la necessità di distruggere e smembrare la Russia, in quanto baluardo contro il Nuovo Ordine Mondiale.
Il piano prevede inoltre la distruzione di tutto ciò che concorre a definire l'identità individuale, come i caratteri nazionali (da sopprimere per mezzo della diluizione delle comunità nazionali - da ottenersi con l'immigrazione forzata, causata da crisi economiche e/o militari, anche create appositamente - e per mezzo della cancellazione della memoria di eventi e personaggi storici, secondo la cosiddetta "cancel culture"), l'identità religiosa e la dignità della persona (evidenti, soprattutto negli USA, l'attacco ai cristiani, lo sdoganamento del satanismo, il vilipendio del culto dei morti (ne trovate anche QUI un tipico esempio, noto già da qualche anno e paludato - come al solito - con poco credibili vesti scientifiche) e l'apologia del cannibalismo (LINK 2) (LINK 3) (LINK 4) (LINK 5) (LINK 6), massimo svilimento della dignità umana. Vilipendio del culto dei morti e cannibalismo trovano un punto d'incontro nel concetto di "smaltimento dei defunti per mezzo del cannibalismo", vedi obiettivo 2). Segnaliamo la convergenza delle tre forme di pazzia del cannibalismo, dell'ambientalismo anti-umano e dell'odio per i bambini nella vomitevole campagna "Salviamo il pianeta, mangiamo i bambini", i cui articoli sono attualmente in vendita su Amazon.
Le fasi del Piano dei Patrioti
L’operazione militare svelataci da Q può essere finora suddivisa in 3 fasi distinte:
FASE 0: inizia probabilmente a partire dall’omicidio del Presidente Kennedy. È una lunga fase in cui si costruiscono alleanze sotterranee a livello militare e si infiltrano, con pazienza, le strutture economiche e politiche e l’apparato mediatico. È stata la fase più dura per migliaia di Patrioti, che hanno lavorato per il futuro senza poter vedere i frutti dei loro sforzi e dei loro sacrifici.
FASE 1: corrisponde al primo (e finora, almeno formalmente, unico) mandato della Presidenza Trump (2017-2021). I militari prendono sotterraneamente il potere in America, mettendo il loro uomo, Donald Trump, nelle condizioni di aggirare i brogli elettorali e conquistare Casa Bianca. Affiorano, attraverso il ribaltamento della politica estera americana, le alleanze militari costruite nei decenni. Viene posta fine ai conflitti bellici che è possibile chiudere senza lasciare terreno al nemico globalista. Inizia l’attacco ai flussi di capitale della finanza internazionale, anche attraverso il sovvertimento del sistema tariffario che regola il commercio globale. La Federal Reserve viene, di fatto, incorporata nel Tesoro. Si mostra alla popolazione, non solo americana, ma mondiale, che una politica davvero filo-popolare è fattibile e che possono esistere forze politiche di cui la gente comune possa realmente fidarsi. Inizia il risveglio di massa per milioni di persone, che si allontanano definitivamente dai mass media e dalla propaganda globalista.
FASE 2: inizia con l’uscita di Trump dalla Casa Bianca. I militari mantengono il potere in America e, grazie al paravento costituito dal fantoccio Biden (link2; link 3), possono attuare nel mondo azioni politico-militari che risulterebbero indigeribili alla base elettorale di Trump, che conserva ancora, in larga parte, i pregiudizi derivanti da decenni di indottrinamento (ad esempio, il pregiudizio anti-russo, o l'attaccamento al ruolo del dollaro come moneta mondiale: per questo, come dice Q, "le apparenze sono importanti"). È una fase che vede come snodo fondamentale l'operazione militare russa in Ucraina.
La vittoria di Trump del 5 novembre 2024 ha aperto una
FASE 3, che sarà di profondi cambiamenti sul piano economico, tecnologico, politico e sociale, sia in America che nel resto del mondo. A nostro avviso, assisteremo alla liquidazione del globalismo e alla radicale trasformazione del sistema dell'informazione, cesserà il controllo mentale delle masse e si verificherà l'indispensabile salto evolutivo della società umana, di cui Q ci ha regalato la definizione
con l'ultima parola dell'ultimo post: Ascensione.
- Effettuato: acquisizione del controllo di tutti i gangli dell'apparato militare utili all'operazione, costruzione di una struttura per il mantenimento del potere politico reale (iniziata e condotta quasi interamente nella FASE 0, cementata nella FASE 1, risulta perfettamente funzionante nella FASE 2 - Vedi Devolution)
- Effettuato : potenziamento della parte delle forze armate utile alle operazioni (avviate al declino alla fine della FASE 0 a causa delle politiche globaliste, il potenziamento a cui ci riferiamo è avvenuto nella FASE 1, vedi, ad es. la creazione della Space Force )
- Effettuato : nazionalizzazione, di fatto, della Federal Reserve , posta sotto il diretto controllo del Dipartimento del Tesoro (FASE 1)
- In corso : esposizione dei crimini e dei piani del Deep State (inizia lentamente nella FASE 1 e si rafforza in modo prepotente nella FASE 2)
- In corso: epurazione dell'apparato statale e delle principali aziende dai funzionari legati al deep state (il riferimento è, soprattutto, alla continua ondata di dimissioni, che inizia nella FASE 1 e perdura nella FASE 2. La parte più evidente, probabilmente, si vedrà con il ritorno formale di Trump alla Casa Bianca)
- In corso: acquisizione del controllo dell'informazione attraverso una lenta e costante manovra di demolizione del controllo globalista dei media (lancio dell'operazione "Q", azioni sui social media sia dall'esterno che dall'interno, delegittimazione dei mass media legati al deep state: iniziata nella FASE 1, soprattutto con Q, prosegue e si rafforza nella FASE 2, anche attraverso la creazione di piattaforme mediatiche e social alternative. Particolarmente importante l'acquisto di Twitter da parte di Elon Musk). Demolizione dei media tradizionali e nascita di un nuovo modello di informazione.
- In corso: neutralizzazione di tutti i tentativi di delegittimare, indebolire, disarcionare il nuovo potere (vedi azioni giudiziarie e non contro Trump: Russiagate, tentativi di impeachment, pandemia, violenze di piazza, la "falsa bandiera" del 6 gennaio...) e loro sistematica trasformazione in armi politiche e giudiziarie contro il deep state (riguarda tutta la FASE 1, con le innumerevoli azioni contro Trump, e si acuisce nella FASE 2, durante la quale un deep state sempre più disperato tenta il tutto per tutto per stringere il cappio giudiziario attorno al collo di Trump. La mossa più geniale, che verrà ricordata per sempre nella Storia, è rappresentata dalla nomina di un falso Presidente di copertura, mentre il team di Trump continua a mantenere il controllo dei gangli essenziali del potere VEDI . La successiva acquisizione del controllo della House of Representatives in seguito alle elezioni di Midterm del 2022 rappresenta un ulteriore passo necessario )
- In corso : espansione della massa monetaria in favore della popolazione (più evidente nella FASE 1, si interrompe nella FASE 2 per esporre le vere intenzioni di chi detiene formalmente il potere)
- In corso : trasformazione del Partito Repubblicano in uno strumento politico funzionale al Piano, con la creazione e il rafforzamento, a furor di popolo, di un nucleo MAGA fedelissimo di Trump e la progressiva marginalizzazione delle componenti neoconservatrici (i cosiddetti Rinos , legati al deep state ) (inizia al termine della FASE 0, con la vittoria di Trump alle primarie del 2016, continua nella FASE 1 e accelera nella FASE 2, alla vigilia delle elezioni di medio termine del 2022 e nella preparazione alle Presidenziali del 2024)
- In corso : espansione della base agricola e manifatturiera (iniziato nella FASE 1, il processo viene congelato durante la FASE 2, per esporre la catastrofe delle politiche energetiche e industriali cosiddette "green")
- In corso: smantellamento delle gang criminali agli ordini del deep state e delle reti di traffico di esseri umani (particolarmente evidente nella FASE 1, durante la FASE 2 acquista rilevanza a livello mondiale, anche grazie alla crisi Ucraina e alla liquidazione di forze mercenarie provenienti da tutto il mondo. Particolarmente emblematica questa intervista del Presidente di El Salvador Bukele ad opera di Tucker Carlson.)
- In corso : salvaguardia dei meccanismi del sistema elettorale (salvaguardia del Collegio Elettorale , limitazione del voto degli immigrati illegali e del doppio voto) (salvo la breve parentesi delle Presidenziali del 2016, in cui i brogli elettorali furono limitati in misura sufficiente da permettere la vittoria di Trump, il processo entra nel vivo nella FASE 2, alla luce dei macroscopici brogli avvenuti in occasione delle Presidenziali del 2020 e delle Midterms del 2022: il Mondo Nuovo necessiterà di meccanismi di voto affidabili)
- In corso : salvaguardia del Secondo Emendamento (perdura per tutta la FASE 1 e si rafforza nella FASE 2 grazie alla Corte Suprema)
- In corso di preparazione: azioni giudiziarie nei confronti dei vertici politici ed economici del deep state : preparate durante la FASE 1 e la FASE 2 (vedi, ad esempio inchiesta Durham e, dal 2023, indagini della House of Representatives ), durante la campagna elettorale per le Presidenziali del 2024 vengono usate come spauracchio per spingere il deep state ad agire incoerentemente e commettere errori (VEDI).
(continua)
- Effettuato: acquisizione del controllo di un primo nucleo di Stati-chiave e del loro apparato militare. Viene quindi creata un'alleanza militare internazionale che la base della rivoluzione.
- In corso (fase avanzata): allargamento della cerchia di Stati facenti parte dell'alleanza militare (diviene particolarmente evidente durante la FASE 2, con una serie di colpi di Stato in tutto il mondo e con l'allargamento dei BRICS. Particolarmente significativo il rapido dissolvimento del colonialismo economico occidentale in Africa, con la copertura militare della Russia).
- In corso: graduale sistemazione e pacificazione del Medio Oriente (evidente nella FASE 1, continua nella FASE 2 attraverso l'allargamento dei BRICS. Particolarmente importante, in questa chiava, potrebbe rivelarsi l'avventura militare in cui Israele si infilato a partire dal 7 ottobre 2023).
- In corso : graduale depotenziamento e risoluzione delle crisi internazionali (le crisi militari iniziate nella FASE 2, come quella ucraina, sono relative allo smantellamento dell'apparato militare del deep state ).
- In corso: attacco alle istituzioni globaliste sovranazionali (ONU, NATO, Unione Europea, Chiesa Cattolica, Fondo Monetario Internazionale...): divenuto evidente durante la FASE 1, si rafforza nella FASE 2 soprattutto grazie alla crisi Ucraina. Definitiva denazificazione del mondo (sul nazismo come reale ideologia delle élite globaliste, vedi QUI).
- In corso : calmieramento del prezzo del petrolio mediante eccesso di offerta (evidente nella FASE 1, viene accantonato nella FASE 2 per motivi contingenti - vedi punto sopra).
- In corso : ridefinizione del commercio mondiale, dei flussi di capitale e della dislocazione degli impianti produttivi mediante il riequilibrio del sistema tariffario e il boicottaggio degli accordi sul clima (particolarmente evidente nella FASE 1, rimane intatta nella FASE 2 e vieni anzi rafforzata in virtù della "crisi Ucraina" e dell'espansione dei BRICS).
- In corso : eliminazione dei meccanismi artificiali di soppressione del prezzo dell'oro (attuata parzialmente nella FASE 1, viene rallentata nella FASE 2 durante il convulso e complesso processo di de-dollarizzazione innescato dalla "crisi Ucraina". Si prevede che un ruolo fondamentale in questo senso verrà svolto dai BRICS).
- In corso : generale, progressivo depauperamento delle risorse economiche che alimentano il deep state (iniziato nella FASE 1, si rafforza nella FASE 2).
- In corso : smantellamento dell'apparato militare del deep state (comprese gang criminali e tagliagole) e parallela eliminazione delle reti di traffico di esseri umani (la denazificazione dell'Ucraina è l'evento più evidente di questo processo. QUI potete trovarne un altro esempio). Crollo della produzione di eroina in Afghanistan grazie ai Talebani.
- In corso: smantellamento della rete internazionale di laboratori per lo sviluppo di armi biologiche, impiantati dagli USA. La problematica è stata portata alla luce grazie all'intervento russo in Ucraina. Per notizie aggiornate su questo punto, seguite il profilo Twitter @WarClandestine.
- In corso: cambiamento dell'intero sistema monetario mondiale, maggiore utilizzo delle monete nazionali per gli scambi transfrontalieri (vedi BRICS). Perdita dello status di moneta di riserva mondiale da parte del dollaro americano OPPURE riforma del dollaro in modo che possa fungere da perno del sistema monetario mondiale in modo neutrale.
(continua)
***Gli USA sono una Corporation?***
Riportiamo qui una teoria che circola da tempo negli ambienti dei ricercatori e degli Anon. Finora, per una scelta editoriale legata alla nostra idea di credibilità dell'informazione politica, non l'avevamo mai citata, pur ritenendola proveniente da fonti affidabili, perché, travalicando quanto ricavabile dai post di Q (fonte ampiamente validata da Trump in persona), non ritenevamo che poggiasse su un terreno sufficientemente solido: in poche parole, la ritenevamo forse plausibile, ma non pubblicabile. La solidità che cercavamo sembrava finalmente venire dalle affermazioni, rilasciate in diretta a una TV del mainstream australiano (che, stranamente, sembra talvolta introdurre per primo tematiche care agli Anon nel circuito dell'informazione "ufficiale"), da un'ex consulente del Dipartimento della Difesa americano durante l'Amministrazione Trump, Jan Halper-Hayes, interpellata come opinionista (potete vedere il video - in inglese - QUI, interessante per i nostri scopi soprattutto dal minuto 9.00 . L'intervista è interessante anche per altri motivi, VEDI). Quando poi, il 6 agosto 2023, Trump ha ripostato l'intero video su Truth Social, definendo la Hayes "fantastica", l'intera sembrava essere stata validata per quanto ci accingiamo ad esporre.
Il potere bancario della Cricca/Cabala, per espandere il proprio dominio, avrebbe costruito una base in tre città che, per statuto, sono autonome rispetto allo Stato che le ospita: Washington DC, la City di Londra e la Città del Vaticano (che, in realtà, è davvero uno Stato a parte).
Gli Stati Uniti sarebbero stati costretti, in seguito agli ingenti debiti contratti nella seconda metà dell'800 con le banche dei Rothschild, soprattutto a causa della Guerra Civile, ad approvare la Legge del 1871 (Act of 1871) (LINK 2), che, introducendo cambiamenti apparentemente secondari alla Costituzione, l'ha in realtà segretamente sovvertita, trasformando i cittadini da individui liberi dotati di sovranità individuale, in beni di proprietà dello Stato e usati come garanzia, il cui valore sta nella capacità potenziale di pagare, nel corso della vita, una certa cifra sotto forma di tasse. Questa nuova Costituzione segreta avrebbe soppiantato la vecchia in tutti gli aspetti fondamentali e avrebbe portato alla formazione di un "governo ombra", trasformando la Repubblica in uno Stato totalitario mascherato, appunto la USA Corporation, gestito come una vera e propria azienda e subordinato alla Corona Inglese, anch'essa, a sua volta, controllata dal potere dei banchieri. La USA Corporation avrebbe sede a Washington DC, zona a statuto speciale istituita proprio con l'Act del 1871, e si baserebbe sul costante ricorso al debito (situazione perfezionata nel 1913 con la fondazione della Federal Reserve, un istituto privato per l'emissione di moneta a debito, protetto da leggi speciali). Il Presidente Donald Trump avrebbe segretamente posto la USA Corporation in liquidazione, ritornando alla Repubblica con la Costituzione originaria. La presunta violazione del protocollo da parte di Trump durante la visita di Stato in Inghilterra, in cui si è incamminato davanti alla Regina Elisabetta per passare le truppe in rivista, sarebbe stata in realtà il segnale (concordato con la stessa Sovrana) dello svincolamento degli USA dalla Corona Britannica. Le parole di Jan Halper-Hayes: "Quella era un'ottica per dirci che stava per mandare in bancarotta la US Corporation, perché erano il Vaticano, la Corona e gli Stati Uniti che erano insieme dal 1871... E ti stavamo dando i soldi delle nostre tasse. Stavamo ripagando… dimentica questo Tea Party, "niente tasse senza rappresentanza". Ti dovevamo un sacco di soldi perché ci hai aiutato nella Guerra Civile. Trump ha detto alla Regina: “Sto chiudendo questa cosa. Stiamo sciogliendo questa società. Torneremo ad essere una Repubblica e saremo tutti separati".”
Per quanto riguarda la sudditanza del Vaticano al potere dei Rothschild, Q dà in effetti un indizio importante, chiamando in causa il prestito concesso dalle banche Rothschild alla Santa Sede nel 1832 (Q#1021). A questo proposito, la Halper-Hayes ha affermato, nell'intervista citata, che l'oro americano si sarebbe trovato nella banca vaticana e che ci sarebbero voluti 650 voli aerei per rimpatriarlo (video).
Fin qui la Halper Hayes. Nei giorni immediatamente successivi, il serio ricercatore e Patriota Jordan Sater ha sollevato legittimi dubbi sulla teoria, non trovando prove a supporto (fonte). Secondo lui, l'endorsement di Trump sarebbe servito a sottolineare un'altra parte dell'intervista, quella in cui la dottoressa afferma che Trump sarà in grado di presentare le prove dei brogli elettorali in Georgia direttamente in tribunale.
L'8 novembre 2023, la dottoressa Halper-Hayes ha fornito ulteriori particolari, pubblicando sul suo profilo X il documento in cui si attesterebbe la bancarotta della USA Corporation, firmato da Trump il 4 maggio 2020. La Halper-Hayes ha specificato che da un punto di vista legale, a Joe Biden è stata lasciata la Presidenza della USA Corporation, l'entità in bancarotta.
Per il nostro livello di conoscenza della lingua inglese, certo inadeguato allo scopo (per non parlare delle competenze legali), il documento non risulta chiaro. Anche sull'autenticità dello stesso non possiamo esprimerci. Ognuno giudichi da sé.
Afghanistan in mano ai Talebani: passo indietro o passo avanti nell’attuazione del Piano?
Risolviamo subito il quesito, affiancandoci a diversi valenti commentatori del Q Movement nell’ipotizzare che la caduta di Kabul e il passaggio dell’Afghanistan nelle mani dei Talebani rappresenti un’ennesima, importante confitta per la Cricca (o Cabala) finanziaria.
Partiamo dalla dichiarazione di Julian Assange del 2011: “L’obiettivo [della guerra] non è quello di sottomettere completamente l’Afghanistan. L’obiettivo è quello di usare l’Afghanistan per lavare il denaro al di fuori del sistema fiscale americano ed europeo e rimetterlo nelle mani di un’élite transnazionale. L’obiettivo non è quello di fare una guerra e vincerla, ma di avere una guerra senza fine.” Assange consegna quindi l’immagine di un paese che rappresenta un tassello fondamentale nelle partite di giro della Cricca, crocevia di fiumi di denaro sporco (anche se l’aggettivo qui è superfluo: la Cricca non maneggia denaro “pulito”, quello lo abbiamo in tasca noi: poco, ma pulito. Scusate la retorica) che si intersecano con il mercato internazionale dell’eroina e grazie ad esso si ingrossano. Ricordiamo che, in questa immane guerra contro la Cricca, l’obiettivo principale è proprio quello di metterla in ginocchio tagliandole le partite di giro finanziarie (vedi BLOG PARTE QUARTA e BLOG PARTE QUINTA). Ricordiamo anche che, nel corso del 2019, le forze militari americane hanno effettuato numerosi raid in Afghanistan, andando a colpire le fazioni dei Talebani colluse con la CIA e con il globalismo e invischiate nella produzione di eroina (vedi anche l’accenno in BLOG PARTE OTTAVA), selezionando e rafforzando quindi, tra i Talebani (che rappresentano le numerose tribù in cui è diviso il Paese), le forze alleate ai sovranisti.
La caduta di Kabul in mano al nuovo governo, ottenuta quasi senza colpo ferire, consegue quindi un duplice risultato: togliere un paese-chiave dalle grinfie della Cricca e mettere in pessima luce il falso Presidente USA Biden, cosa che facilita la sua (non si sa quanto prossima) rimozione.
Riportiamo quanto scritto da Cesare Sacchetti: “La cosa che stupisce è la miopia che porta a non vedere tutti gli enormi fatti che provano che Joe Biden non è mai entrato realmente in carica. Negli ultimi otto mesi Biden non ha fatto nulla di quello che il deep state gli aveva chiesto di fare. Non ha dato vita al certificato razziale vaccinale, né tantomeno ha approvato dei provvedimenti che spingono nella direzione del Grande Reset. In politica estera, ha seguito le stesse linee guida di Trump. Ha inasprito le sanzioni alla Cina, ha tolto le sanzioni alla Russia sul gasdotto Nord Stream 2 e ha completato il ritiro in Afghanistan. Il blocco euro-atlantico e i quotidiani di riferimento della cabala, su tutti il Financial Times, sono letteralmente furiosi perché ormai hanno compreso di essere stati giocati da Trump lo scorso gennaio. Questa amministrazione non è entrata mai realmente in carica perché il potere è stato trasferito ai militari prima del 20 gennaio tramite l'attivazione dell'Atto contro le Insurrezioni. Alcuni continuano a ripetere continuamente che non succede mai nulla ma se aprissero gli occhi vedrebbero che in realtà è successo tutto. È successo tutto quello che non voleva il deep state. È successo che il mondialismo non ha ripreso il controllo della prima potenza mondiale.”
Per quanto riguarda il nuovo governo dei Talebani, occorre come sempre distinguere dalla propaganda dei media globalisti, che devono necessariamente demonizzarlo, e la realtà.
Dal canale Telegram Future Vistas, di Stefano Fait: “I talebani hanno promesso alla Russia che costruiranno "un Afghanistan libero dal terrorismo e dal traffico di droga, dove i diritti umani saranno rispettati. Un Paese che avrà buone relazioni con il mondo intero". Lo ha detto l'ambasciatore inviato da Mosca a Kabul, Dmitry Zhirnov, al canale televisivo Russia 24. "Osserveremo la loro linea reale. Vogliamo che l'Afghanistan sia civilizzato, vogliamo che non ci sia terrorismo in Afghanistan, vogliamo che non ci sia droga, vogliamo che i diritti umani siano rispettati, vogliamo che l'Afghanistan abbia buone relazioni con tutti i paesi del mondo", prosegue. "Tutte queste promesse ci sono già state fatte dai talebani, speriamo che vengano rispettate." Ancora da Future Vistas: “Ma chi sono i nuovi talebani che domenica sono arrivati a Kabul, dopo un’offensiva lampo che li ha portati alla riconquista dell’Afghanistan? "È molto difficile dirlo ora. Appaiono sicuramente molto più moderati e uniti", spiega Riccardo Redaelli, professore di geopolitica all'Università Cattolica di Milano – RSI.” Sempre da Future Vistas: “L’inviato presidenziale russo in Afghanistan, Zamir Kabulov: «i talebani sono molto più in grado di raggiungere accordi rispetto al governo fantoccio di Kabul». L’Ambasciatore Dmitry Zhirnov: l'incontro con i «rappresentanti talebani di alto livello...è stato positivo e costruttivo...il loro approccio è «buono, positivo e professionale. La situazione è pacifica e buona e tutto si è calmato nella città. La situazione a Kabul ora sotto i talebani è migliore di quanto non fosse sotto Ashraf Ghani» Il Ministro degli Esteri, Sergey Lavrov ha notato «segnali incoraggianti dai talebani, che stanno dichiarando il loro desiderio di avere un governo con la partecipazione di altre forze politiche». Lavrov ha anche affermato che Mosca sostiene «l’inizio di un dialogo nazionale inclusivo con il coinvolgimento di tutte le forze politiche e confessionali in Afghanistan» - L'Indro”
Dal canale Telegram di Cesare Sacchetti: “I talebani hanno già messo al bando la vaccinazione COVID nella provincia di Paktia. Se questo è l'esordio del loro governo, i talebani non saranno in alcun modo ostili a Trump o a Putin. Se questa è la direzione che hanno preso i talebani finiranno in cima alla lista nera del cartello farmaceutico di Bill Gates e del regime euro-atlantico della NATO e dell'UE.” Ancora Cesare Sacchetti: “Ad uno dei leader dei talebani viene posta una domanda relativa alla libertà d'espressione e la sua risposta è da maestro. Suggerisce di fare questa domanda a Facebook. Il blocco euro-atlantico (UE e NATO) è semplicemente sull'orlo di una crisi di nervi perché si sono resi conto di aver perso il controllo di un Paese strategico. I talebani non seguiranno l'agenda del Grande Reset. Quella alla quale stiamo assistendo è una tremenda sconfitta del deep state.”
Intanto, alle donne sono stati garantiti tutti i gradi di istruzione e non dovranno indossare il burqa, una donna è tornata a condurre le news in prima serata, è stata promulgata l’amnistia generale per coloro che hanno lavorato con la passata amministrazione, secondo diverse voci i Talebani avrebbero iniziato a bruciare i campi di papaveri da oppio. Pare anche che i Talebani riconoscano Trump, non Biden, come legittimo presidente degli USA. Certo, l’Afghanistan sarà governato secondo gli usi e i costumi del luogo. Se pensiamo che il “modello occidentale” sia sempre e comunque migliore, riflettiamo un momento sulla recente “nazistizzazione” della nostra società.
Una controprova della natura antiglobalista del nuovo governo afghano viene dal profilo Twitter di George Soros, che oltre ad attaccare il governo talebano, il 16 agosto si è scagliato contro il presidente cinese Xi, definendolo come il maggior nemico al mondo delle “società aperte” (leggi: naziste), confermando implicitamente l’analisi (nostra e di altri, vedi BLOG PARTE QUARTA) che vede la compresenza di due Cine, una globalista (rappresentata dalla maggior parte del Partito Comunista Cinese) e una sovranista, che ha in Xi l’esponente di spicco (la parte sovranista è quella che avrebbe consentito di operare la sostituzione del ceppo di coronavirus da utilizzare come arma biologica con un ceppo meno virulento, VEDI).
Chiudiamo con il solito Sacchetti: “Non era un segreto, ma qui abbiamo un'altra importante conferma al riguardo. John Podesta, ex consigliere di Hillary Clinton e invischiato in un giro di pedofilia internazionale, caldeggiava la causa dell'ex presidente afgano Ghani. Ghani è il presidente che è appena fuggito dall'Afghanistan con delle borse che contenevano milioni di dollari. Era il fantoccio corrotto nelle mani del blocco euro-atlantico e della finanza internazionale. Questo è il motivo per il quale i media sono a lutto per l'Afghanistan. Hanno perso il controllo del Paese. Il deep state ha subito una sconfitta tremenda.”
IL CONFLITTO TRA RUSSIA E UCRAINA
Il punto sul conflitto tra Russia e Ucraina (23 agosto 2022)
Di seguito proponiamo un illuminante testo, di cui condividiamo in pieno il contenuto, pubblicato il 23/08/2022 dal canale Telegram Giuseppe Masala Chili, che cita testualmente, come fonti, “vari canali Telegram”:
“Giusto per mettere in prospettiva l'attuale conflitto in Ucraina: nel 1991 l'Iraq, gli USA hanno sparato 60.000 colpi per l'intera guerra del Golfo. La Russia li spara in un giorno. La base industriale della NATO non è capace di tali numeri di produzione. L'Europa non è in grado di produrre un arsenale in grado di resistere all'esercito russo.
Opinione di un esperto:
«Secondo l'ex ufficiale del Corpo dei Marine statunitensi Scott Ritter, gli inglesi avrebbero esaurito le munizioni in 2 settimane in una guerra contro la Russia. Scott Ritter ha detto che "non sarebbero durati nemmeno 2 settimane perché a quel punto avrebbero perso l'intero esercito".
Secondo Scott, la NATO è stata smilitarizzata. Anche gli Stati Uniti, Secondo Scott, hanno esaurito i colpi per i loro sistemi più importanti che hanno lo scopo di abbattere l'esercito russo, in caso di conflitto.
Scott afferma che l'esercito russo, secondo documenti trapelati dallo stesso ministero della Difesa ucraino, ha inflitto 200.000 perdite agli ucraini tra morti e feriti. Questa è quasi 3 volte la dimensione dell'intero esercito permanente della Gran Bretagna.
Scott stima che prima della guerra nessun esercito europeo avrebbe potuto sostenere un conflitto con l'esercito ucraino. Spiega che l'esercito ucraino decimerebbe Polonia, Germania, Romania, ecc.
Avendo una conoscenza interna dovuta al suo background e conoscenze militari statunitensi, Scott è consapevole del livello di supporto, addestramento e forniture all'esercito ucraino dal 2014. Scott descrive l'esercito ucraino precedente al 2022 come il miglior equipaggiato in Europa con più esperienza di battaglia di qualsiasi altro esercito in Europa.
Scott Ritter stima 15.000 perdite tra morti e feriti per la Russia e i suoi alleati.
Gli ucraini stanno perdendo migliaia di uomini senza mai vedere faccia a faccia un soldato russo. Ciò è in linea con i video che abbiamo visto da varie unità ucraine che si sono rifiutate di combattere e hanno invitato le autorità ucraine a ritirarle dalla battaglia. Hanno detto la stessa identica cosa. Il tasso di vittime tra Russia e Ucraina è semplicemente sbalorditivo. Questi sono numeri che non abbiamo visto nella storia moderna.
La Russia lo sta facendo con forse 100.000 uomini e un'economia in tempo di pace. La Russia non si è mobilitata. La Russia sta impiegando il 10/20% della sua capacità.
Un'altra cosa da aggiungere: guardando le mappe, vediamo solo piccoli avanzamenti per non mettere in pericolo la vita dei russi. La Russia non ha un tempo qui. Non hanno motivo di correre. Chiunque abbia studiato la storia, in particolare le battaglie della Seconda guerra mondiale, è consapevole che le grandi mosse sulla mappa costano grandi perdite. Migliaia di uomini muoiono. Semplicemente non c'è motivo per questo. In effetti, più a lungo la Russia trascinerà tutto questo, più smilitarizzerà l'Europa e prosciugherà rifornimenti e fondi militari degli Stati Uniti.
Allo stesso tempo, l'esercito russo è ora l'esercito con più esperienza di combattimento al mondo. Più a lungo si trascina, più soldati ottengono esperienza di combattimento a causa delle rotazioni. Più piloti riescono a perfezionare le loro abilità, marina, intelligence, ecc.
Nessun esercito moderno ha combattuto una guerra nemmeno lontanamente simile a quella ucraina. Questa non è una guerra in cui il nemico viene bombardato fino all'oblio dall'aviazione, le città vengono ridotte in macerie e i soldati si muovono come eroi con una resistenza minima: questa è la guerra di terra nella sua forma più pura; battaglie di artiglieria, conquista territoriale. È qui che le abilità e la strategia individuali sono cruciali.
Il mondo non vedeva niente di simile dalla Seconda guerra mondiale. La Russia smilitarizzerà l'Ucraina. La Russia raggiungerà i suoi obiettivi. Nessuna arma magica può cambiarlo. Nessuno con background militare ne dubita.»”
Per quanto ci riguarda, è chiaro fin dal primo giorno che si tratta di una guerra dei Patrioti contro il Nuovo Ordine Mondiale, contro la sua ideologia nazista e contro i suoi vertici e i suoi quadri, che da tale ideologia sono permeati e ispirati. Gli Stati Uniti, ancora governati da Trump e dai suoi attraverso la “devolution”, hanno dato luce verde all’operazione e hanno ritirato ogni sostegno militare alla NATO. Rimane all’Ucraina il supporto di alcuni Paesi europei (molte volte solo di facciata) e di quella parte dell’apparato militar-industriale che ha sì base negli USA, ma che agisce secondo i dettami e gli interessi di entità sovranazionali (vedi CIA).
A riprova del fatto che ogni nuovo assetto sociale porta con sé un nuovo modo di fare la guerra, stiamo vedendo in questo conflitto il modo di combattere inedito messo in pratica dai militari russi, un modo di combattere che rispecchia l’etica del Mondo Nuovo, in cui si cerca sempre di risparmiare i civili (al di là delle menzogne propagandistiche dei cialtroni della stampa occidentale), in cui si tenta in ogni modo di minimizzare le perdite dei propri soldati, anche a costo di prolungare a dismisura il conflitto, in cui si dà sempre ai nemici la possibilità di arrendersi. Stiamo assistendo, ne siamo convinti, a uno degli ultimi conflitti armati della storia umana, in cui la parte russa dispiega le sue terribili e talvolta futuribili armi senza però rinunciare alla pietà verso i nemici, con un atteggiamento che trova la sua sintesi grafica nel simbolo della zeta (Z), che non va intesa, in questo caso, come simbolo fonetico, visto che tale lettera non esiste nell’alfabeto cirillico, ma come segno che esprime l’unione tra la Terra e il Cielo.
Alcune note economiche a margine del conflitto russo-ucraino
È noto che niente come la guerra mette a confronto la forza economica dei contendenti. Allora la prima domanda che bisognerebbe farsi è: come mai la Russia, che ha un PIL a metà strada tra quello della Spagna e quello dell’Italia (o, al massimo, a parità di potere d'acquisto, di poco superiore a quello della Germania), riesce a tenere militarmente in scacco (e, diremmo, a surclassare) l’intero Occidente, non solo in Ucraina (dove l’intervento occidentale è massiccio, tra sanzioni, finanziamenti, forniture di sistemi d’arma, di consiglieri militari e di milizie mercenarie), ma anche in Siria e in Africa?
Il sistema economico dell’Occidente è il sistema che, fino a poco tempo fa, dominava il mondo intero e che oggi si presenta in evidente crisi. Esso è afflitto da un problema fondamentale legato alle sue stesse leggi di sviluppo, un problema che porta i margini di profitto a diminuire nel tempo rispetto al capitale investito (cioè, a livello sociale, è necessario investire capitali sempre più ingenti per ottenere gli stesi profitti). Questa legge economica, che è stata scoperta dagli economisti classici e che non è eludibile ma solo momentaneamente aggirabile, è legata all’uso sempre più esteso di macchine e sistemi automatici nella produzione e le circostanze storiche ne stanno dimostrando la completa esattezza. Per fronteggiare le conseguenze di tale legge economica, il sistema ha dovuto dapprima espandere il mercato, soppiantando praticamente tutti i residui precapitalistici a livello mondiale, poi ha dovuto rifugiarsi in una bolla borsistica e finanziaria che ha permesso ai capitali di trovare una redditività fasulla, basata su una montagna di carta (la cosiddetta “economia di carta”) e, contemporaneamente, ha dovuto espandere il consumo attraverso la creazione di categorie improduttive (la cosiddetta “espansione del terziario”). Infine, dopo la crisi del 2008, che ha rappresentato la fine della funzione autonoma della finanza come traino dell’economia mondiale, è stato necessario per le élite dominanti pompare moneta creata dal nulla (quindi praticamente falsificata) all’interno di canali specifici per spostare ricchezze dalla popolazione e da settori “marginali” a settori direttamente legati alle loro attività. Questo significa, semplicemente, essere arrivati a "raschiare il fondo del barile". Il tutto in un dilagare di inefficienza e corruzione, quest’ultima dovuta alla lotta sempre più serrata per la spartizione di profitti sempre più esigui. Ovviamente, tutti questi fenomeni sono sempre coesistiti nell’economia degli ultimi secoli, ma il prevalere dell’uno o dell’altro ha scandito le diverse fasi del progressivo invecchiamento e imputridimento del sistema economico.
Veniamo ora all’industria del settore militare. Uno dei modi che il sistema economico trova per aggirare la diminuzione dei margini di profitto è quello di vendere più merci: se vendendo una singola unità di merce si realizza meno profitto, sarà necessario vendere più unità di merce per realizzare gli stessi o maggiori profitti. Nel settore militare (ma anche, ad esempio, in quello dell’automobile) l’industria ha percorso questa scappatoia, incorporando più merci in una stessa unità di armamento (o in una stessa auto) sotto forma di sistemi elettronici. In Occidente, il ricorso all’elettronica ha ampiamente travalicato le esigenze legate all’efficienza dei sistemi d’arma ed è ormai esclusivamente finalizzato al profitto, per cui le armi occidentali, rispetto a quelle russe, risultano essere molto più costose (anche se parte del prezzo è determinato da più alti livelli di corruzione, poiché gli attori dell’industria degli armamenti sono privati in concorrenza tra loro, quindi con forte tendenza alla “mazzetta” per prevalere gli uni sugli altri, mentre in Russia il settore difesa è controllato dallo Stato), più fragili (più elementi elettronici ci sono, più il sistema è soggetto a guasti), più difficili da fabbricare, più complicate da utilizzare e meno efficienti. Anche il volume della produzione russa di munizioni e missili, fondamentali nel conflitto attuale, sembra superare quello dell'intero analogo comparto occidentale. Inoltre, le risorse che l’Occidente riesce a investire nel settore ricerca è immaginabile che siano più votate ad incrementare i profitti che non a produrre reale innovazione. Spesso l'unico vantaggio delle armi occidentali rispetto a quelle russe risiede in un aspetto esteriore più rifinito, che le rende talvolta più "belle" a vedersi: evidentemente il vecchio vizio di nascondere le magagne con il belletto vale anche per un settore come quello degli armamenti, particolarmente vitale per l'Occidente parassitario e bellicoso, segno evidente di un declino terminale e irreversibile.
La nostra tesi è che in Russia sia attualmente presente un sistema economico misto, con elementi del vecchio sistema, quello occidentale, mescolati con un sistema nuovo (o meglio, "seminuovo", almeno per ora) che investe i settori chiave, un sistema più efficiente (come spietatamente dimostrano i risultati sul campo di battaglia, con una mortalità media che tra i soldati ucraini è 10 volte superiore), altamente centralizzato, meno soggetto a corruzione, in cui la produzione va incontro ad esigenze legate all’uso reale dei prodotti e non ad esigenze di profitto. Da notare, poi, che la Russia non ha un’economia votata alla guerra, ma, anzi, la produzione ad uso civile è in forte aumento e la società russa prospera rispetto alle economie occidentali in decadenza. Le armi russe sono più semplici, più efficienti e molto meno costose di quelle occidentali. Ad esempio, i russi sono in grado di distruggere i mezzi blindati occidentali, che costano milioni di dollari l’uno, con droni da 500 dollari. Inizialmente, inutile dirlo, gli occidentali non disponevano di droni militari così economici (col tempo, però, anche gli ucraini hanno imparato il "trucco": questa tendenza ha praticamente posto fine all'importanza dei carri armati nella guerra moderna). Pensate anche, ad esempio, al nuovo bombardiere russo Tupolev TU-160M2, versione profondamente rinnovata del già strabiliante TU-160 di fabbricazione sovietica. Ebbene, questo “nuovo” aereo manterrà parte della strumentazione di volo in forma analogica, probabilmente perché ciò che è analogico può guastarsi solo nella parte hardware, mentre ciò che è elettronico può guastarsi sia nella parte hardware che in quella software, per cui tende a guastarsi più frequentemente. Questa è la filosofia di una produzione basata più sul bisogno che sul profitto (riteniamo infatti che lo sforzo militare attuale della Russia non abbia le solite mire di ampliamento dei profitti, ma miri alla difesa non già della sola madrepatria, ma di tutto il nascente sistema economico). Possiamo anche concludere che l'odierno feticismo nei confronti dell'elettronica deriva dalla decadenza dell'economia e dell'intera società occidentale: qualsiasi innovazione andrebbe utilizzata con la giusta misura.
In conclusione, il vecchio capitalismo di Stato di stampo sovietico, nell'ambito dell'attuale quadro economico e politico mondiale e una volta introdotti, lo diamo per scontato, i necessari cambiamenti e correttivi, spicca per efficacia ed efficienza. È un dato di fatto.
Partendo dalle evidenze qui esposte, affermiamo che la Russia si prepara, con gli altri membri dei BRICS, alla transizione ad un nuovo sistema economico, un sistema non più afflitto dai mali del vecchio e che può permettersi monete non falsificabili, legate ad asset reali (di cui il principale sarà l’oro, vedi Q#2619), basate su una piattaforma tecnologica che non permetterà transazioni illecite (grazie ad una combinazione di hardware e software di cui il Bitcoin è stato, in qualche modo, il precursore), un sistema che per sopravvivere non avrà bisogno di opprimere e sfruttare gli esseri umani o di seppellire il pianeta nell’immondizia. Un sistema nuovo per un mondo nuovo. Un sistema per il popolo e non per le élite.
30 luglio 2023
Le sanguisughe occidentali dietro la guerra in Ucraina (video)
Oltre alle motivazioni strategiche legate allo scontro mondiale tra Patrioti e globalisti per la definitiva conquista del potere, dietro la guerra in Ucraina ci sono interessi economici immediati, che creano un enorme flusso di denaro che tiene oliata la macchina della Cricca e del deep state. RFK Jr. sintetizza questi interessi economici con la consueta chiarezza. Questa visione ampia e rivoluzionaria è stata ormai fatta propria dal movimento MAGA.
Il conflitto russo-ucraino: la vera situazione sul campo di battaglia - VIDEO (agosto 2023)
Tucker Carlson intervista Douglas McGregor, colonnello veterano dell'Esercito Americano, ex consulente per la difesa durante l'Amministrazione Trump, analista militare e scrittore. Ne emerge, ovviamente, un quadro del conflitto totalmente diverso da quello dipinto dai media occidentali. Per i sottotitoli in italiano si ringrazia Qlobal-Change Italia.
La produzione americana di armi biologiche in Ucraina
PARTE 1
PARTE 2
PARTE 3
Osservando l'escalation (articolo aperto)
Abbiamo l’impressione, al pari di altri analisti, che la guerra in Ucraina, con i suoi tempi apparentemente “dilatati”, non serva soltanto allo scopo di distruggere le istituzioni globaliste e costruire l’indispensabile sconfitta militare della Cricca, ma abbia anche il compito di ingigantirsi e arrivare a un punto di rottura in un preciso, ignoto momento nel futuro, probabilmente all’unisono con altri avvenimenti (ad esempio negli Stati Uniti, in Medio Oriente e/o in Asia), in una specie di “convergenza delle crisi”, il cui manifestarsi porterà al risveglio della quasi totalità della popolazione mondiale (quel “Grande Risveglio” di cui ci è stato detto con anni di anticipo da Q) e aprirà la strada alla liquidazione definitiva della Cricca. Se abbiamo ragione, del tutto o in parte, sarà il tempo a dirlo, per ora ci limitiamo a osservare gli eventi in questo articolo, che abbiamo definito “aperto”, nel senso che nasce per essere di volta in volta aggiornato con l’evolversi della situazione, un articolo fatto per la maggior parte di brevi commenti da noi pubblicati prevalentemente su Telegram.
23 marzo 2024
Siamo all'escalation? Sembrerebbe proprio di sì: la Russia che afferma di essere in "guerra" (non più in un'"operazione militare speciale"), voci di truppe regolari NATO giunte sul suolo ucraino, adesso l'attentato terroristico al Crocus City Hall nel cuore di Mosca. Ricordiamo quello che c'è in ballo: la distruzione delle strutture economiche e politiche del Nuovo Ordine Mondiale (comprese UE e NATO), lo smantellamento dell'apparato di controllo mentale della popolazione mondiale (rete dei media tradizionali e social), il risveglio della popolazione tramite operazioni psicologiche (benefiche) appositamente studiate e calibrate, scioccanti per molti. È questo il copione che è stato scelto? È questo il motivo per cui la Russia ha prolungato le operazioni, sincronizzandosi col caos pre-elettorale americano? È questo il motivo per cui la Russia ha mantenuto aperte le rotte di rifornimento dell'esercito ucraino, in modo che gli arsenali della NATO si svuotassero il più possibile? Presto avremo una risposta a queste e a molte altre domande.
13 aprile 2024
L'escalation verso la minaccia della terza guerra mondiale "cinetica" ha compiuto un altro passo, forse due, con l'attacco iraniano a Israele. Immediato il coinvolgimento del Regno Unito, ovviamente a fianco degli israeliani. Mosca ha messo in guardia Israele e gli USA su eventuali azioni contro l'Iran, paese dei BRICS. In questi momenti così carichi di tensione, come non se ne vedevano da molti decenni, ricordiamo a tutti il drop di Q numero 64: "Se le luci dovessero spegnersi, per favore ricordatevi che abbiamo il controllo. Non fatevi prendere dal panico. Siamo preparati e gli asset sono al loro posto. Dio vi benedica."
25 aprile 2024
La Russia sta vincendo su tutti i fronti:
- contro la NATO in Ucraina
- in Africa, dove sta cacciando la Francia
- in Siria contro gli alleati degli USA/ISIS
- con i BRICS e il Sud del mondo contro l'egemonia del dollaro americano
- dal punto di vista diplomatico, Putin è il leader più rispettato al mondo
https://twitter.com/angeloinchina/status/1783016414426927584?t=n9yjwX59cmVLqWKbkHEoNw&s=19
10 maggio 2024
La Russia mostra al mondo che l'esercito ucraino è alle corde e che può sfondare il fronte quando vuole, conquistando oltre 30 chilometri quadrati in poco tempo, utilizzando solo 4-5 battaglioni di fanteria in un punto in cui l'attacco era comunque atteso.
Nell'ultima settimana, gli ucraini hanno perso quasi mille uomini al giorno.
31 maggio 2024
Il livello dello scontro si è alzato di parecchio nelle ultime settimane, in seguito ai tentativi ucraini (di certo assistiti dall’Occidente) di colpire i radar di allerta nucleare precoce situati negli Oblast di Krasnodar e Orenburg. Si tratta di strutture complesse, irrinunciabili per una potenza nucleare globale come la Russia e non rimpiazzabili in breve tempo. Qualora una sola di queste venisse distrutta, si aprirebbe una breccia nel sistema russo di allerta precoce che potrebbe preludere a un imminente attacco atomico contro la Federazione. Una tale minaccia, anche solo potenziale, aprirebbe la porta, secondo la dottrina nucleare russa, all’uso preventivo delle armi atomiche. Anche se sappiamo, per quello che stiamo scrivendo da anni e che rappresenta il fondamento del nostro lavoro, che questa eventualità è da escludersi, quello che qui conta, a livello di analisi, è lo svolgersi delle operazioni militari non solo sul campo di battaglia classico, ma anche su quello psicologico: conta, insomma, il montare della tensione. Da questo punto di vista, un’ulteriore spinta viene da molti paesi NATO, tra cui USA, Germania e Francia, che stanno decidendo di togliere le restrizioni all’uso delle armi da essi forniti: tali armi potranno forse essere utilizzate per colpire il territorio russo in profondità (ivi compresi, immaginiamo, i radar di allerta precoce di cui sopra). Le cose sono giunte a un punto tale che, se l’apparato dei media non edulcorasse od omettesse le notizie, potremmo trovarci ad un livello di tensione e di panico quasi paragonabile a quello della crisi dei missili cubani del 1962. Siamo di fronte a due strategie diametralmente opposte: i globalisti vorrebbero portare il mondo all’olocausto nucleare tenendo la popolazione anestetizzata e inconsapevole fino all’ultimo momento, i Patrioti vogliono invece il risveglio generale del popolo, forse anche utilizzando lo spettro della guerra nucleare, ma senza arrivarci davvero. Se l’obiettivo è questo, per raggiungerlo sarà probabilmente necessario portare il “gioco” ancora più in là.“Solo al precipizio [momento della distruzione] la gente troverà la volontà di cambiare” Q#4407.
13 giugno 2024
Continua quella che, ai nostri occhi, ha tutto l’aspetto di un’escalation “controllata”: il 10 giugno una flottiglia russa, composta da una fregata lanciamissili ipersonici, un sottomarino nucleare e altre due navi, ha tenuto delle esercitazioni nell’Atlantico con armi di precisione contro bersagli distanti 600 km, mentre era in navigazione verso il porto de L’Avana, capitale dell’isola di Cuba, per una visita ufficiale (ricordiamo che Cuba si trova a sole 90 miglia dalla costa degli USA).
Mentre il Capo della Commissione Difesa della Duma di Stato russa annunciava che gli F-16 che prendono parte a missioni di combattimento contro la Russia e le basi che li ospitano sono bersagli legittimi anche se si trovano fuori dall’Ucraina, i Paesi Bassi comunicavano che il primo lotto di caccia F-16 aggiornati verrà consegnato all’Ucraina questa estate, senza alcuna restrizione per l’utilizzo. Secondo l’analista militare Scott Ritter, la Russia potrebbe considerare qualsiasi F-16 in volo verso il suo spazio aereo come una potenziale immediata minaccia nucleare, trattandosi di aerei potenzialmente in grado di trasportare atomiche.
Sembra proseguire anche la “demolizione controllata” dell’occidente globalista, con la Turchia (il membro della NATO con l’esercito più importante dopo gli USA) che chiede di entrare nei BRICS, mentre i risultati delle elezioni europee mettono in difficoltà i governi di Francia, Belgio e Germania.
25 giugno 2024
La ridicola “conferenza di pace” sul conflitto ucraino, tenutasi in Svizzera senza che la parte che sta vincendo la guerra, la Russia, fosse invitata, è stata in realtà una conferenza “di guerra”, utile alle oligarchie occidentali per contarsi e per contare gli alleati in vista di un intervento armato sul suolo ucraino. Anche se i risultati della conferenza possono apparire, e in una certa misura lo sono, come un fallimento diplomatico (solo 92 i paesi partecipanti, di cui 13 non hanno sottoscritto il documento finale, alcuni hanno addirittura revocato la firma, mentre altri, come l’Argentina, ne hanno approfittato per negare pubblicamente qualsiasi assistenza militare all’Ucraina), nella testa delle élite occidentali, che si vedono ormai accerchiate e all’angolo, potrebbe essere stata raggiunta la “massa critica” utile per un’avventura bellica, vista l’inesistenza di altre soluzioni che abbiano una minima speranza di salvare l’ordine mondiale basato sulla sopraffazione e sulla rapina, un sistema che si è ormai liquefatto e di cui non rimane che la facciata, pronta a crollare al primo soffio di vento.
Il Primo Ministro ungherese Orban ha affermato chiaramente che la NATO invierà una missione militare in Ucraina e che l’Ungheria non vi prenderà parte. È una conferma ufficiale di quanto noi e molti altri analisti abbiamo sempre considerato come una possibilità concreta e quasi come un finale scritto per delegittimare e distruggere definitivamente le strutture sovranazionali di potere dei globalisti.
Il 23 giugno si è verificato un attacco contro la Crimea con 5 missili ATACMS americani con testate a grappolo, che ha provocato vittime civili tra i bagnanti nella città di Sebastopoli. L’attacco sarebbe stato coordinato da un drone da ricognizione ad alta quota RQ-4B Global Hawk dell’aeronautica americana. Secondo il Ministero della Difesa russo: “La responsabilità dell'attacco ai civili a Sebastopoli ricade principalmente sugli Stati Uniti, i cui specialisti partecipano a missioni di volo sui missili americani. L'attacco delle forze armate ucraine contro i civili non rimarrà senza risposta”. Nella stessa giornata, nella regione russa del Daghestan, un attacco terroristico ha provocato almeno 20 vittime.
Intanto, durante una manifestazione elettorale, Trump ha affermato che le politiche di Biden verso la Russia conducono alla terza guerra mondiale e che gli USA devono essere salvati da questa eventualità. Il copione ci sembra chiaro, vediamo se le nostre impressioni sull'irruzione salvifica, all'ultimo momento, di Trump nella vicenda ucraina verranno confermate dagli eventi.
10 luglio 2024
Citando il sempre ottimo Umberto Pascali, importanti crepe iniziano ad apparire nelle posizioni occidentali sull’Ucraina. Le parole di Lavrov all’ambasciatrice USA a Mosca Lynn Tracey, pronunciate in seguito all’attacco contro Sebastopoli, avrebbero provocato il panico nell’establishment USA: oltre a quanto dichiarato alla stampa, il Ministro degli Esteri russo avrebbe notificato all’ambasciatrice che la Russia non si considera più in una situazione di pace con gli USA, si considera quindi in una sorta di non-pace (ricordiamo a tutti che, in ogni caso, il controllo delle armi nucleari americane è rimasto nelle sicure mani di Trump e dei militari che lo spalleggiano: vedi articoli sulla devolution).
Il fronte anti-russo appare sempre più sfilacciato, con la Polonia che fa un passo indietro rispetto all’ipotesi di un coinvolgimento militare diretto e la Turchia, membro NATO, che si è messa in coda per entrare nei BRICS. In più, abbiamo tutta una serie di distinguo da parte di vari paesi, come la posizione della Slovacchia e una certa riottosità della stessa Italia, la cui base aerea di Sigonella non verrebbe più utilizzata, almeno al momento, per il decollo dei droni della NATO diretti verso il Mar Nero. Pare anche che la Russia sia intenzionata a creare, sul Mar Nero, una no-fly zone. Sempre di no-fly zone, stavolta sull’Ucraina, continuano a parlare i paesi NATO: per ora ci sembra un’ipotesi poco praticabile e rappresenterebbe una dichiarazione di guerra alla Russia in piena regola, per cui probabilmente si tratta di chiacchiere vuote. Si complica l’idea di vendere i beni russi congelati in Europa per sostenere l’Ucraina: l’Arabia Saudita, membro dei BRICS, ha affermato che, se tale ipotesi si concretizzasse, inizierebbe a vendere il debito francese. L’oppositore principale alle politiche antirusse in seno alla UE, l’ungherese Orbán, una volta assunta la carica di Presidente di turno dell'Unione Europea (incarico che durerà 6 mesi) ha iniziato un giro di consultazioni per intavolare le trattative di pace, sostenendo colloqui, nell’ordine, con Zelensky, Putin e Xi, tra le critiche e le prese di distanza dei guerrafondai europei. Esiste la possibilità che siano già in atto, a livello per ora non ufficiale, dei tentativi da parte di più paesi di mettere effettivamente in piedi delle trattative e che si possa assistere, nel medio periodo, a una de-escalation della situazione ucraina. Oppure, si sta dando la possibilità a dubbiosi e infiltrati anti-globalisti di sganciarsi dal treno della guerra, in modo tale da costringere i fantocci della Cricca a giocarsi la carta dell’escalation e dell’eventuale avventura militare a ranghi ridotti.
Gli ultimissimi eventi ci fanno propendere per la seconda ipotesi: la NATO ha annunciato ufficialmente la consegna degli F-16 all'Ucraina e il nuovo Primo Ministro britannico Keir Starmer ha autorizzato gli ucraini a utilizzare i missili inglesi per colpire il territorio russo. Gli F-16 che parteciperanno a missioni contro i russi saranno considerati dalla Russia come obiettivi legittimi, anche se ospitati in paesi terzi.
25 luglio 2024
Per un attimo, abbiamo avuto l'impressione che si stesse aprendo uno spiraglio: il 24 ha iniziato a circolare la notizia che l'Ucraina, apparentemente bypassando l'Occidente e la NATO, stava chiedendo aiuto alla Cina per intavolare trattative di pace con la Russia. Il giorno dopo c'è stata, puntuale, una
dichiarazione del portavoce del Ministro degli Esteri cinese, che ci ha riportati con i piedi per terra e che brevissimamente riassumiamo: sia la Russia che l'Ucraina hanno lanciato segnali sulla volontà di negoziare, ma i tempi non sono ancora maturi, le parti sono troppo distanti e il conflitto è ancora in corso, con rischi di escalation e ricadute.
Rimane quindi in piedi l'ipotesi che vede, sulla strada che porta alla vittoria dei Patrioti, un progressivo e, in qualche modo, "sincronizzato" acutizzarsi della crisi ucraina e del deterioramento della situazione interna americana (senza perdere d'occhio il Medio Oriente), che si risolveranno con la definitiva sconfitta della Cricca.
7 agosto 2024
L'esercito ucraino,
che negli ultimi due mesi ha perso 115.000 uomini (circa 2.000 al giorno) e 400 chilometri quadrati di territorio, ha attaccato nella regione di Kursk,
penetrando in territorio russo per circa 15 km e catturando 11 insediamenti.
L'avanzata sarebbe stata fermata dal lavoro dell'aviazione e dell'artiglieria russa.
Secondo alcune voci del campo russo, l'Ucraina avrebbe impiegato in questa operazione le ultime riserve. L'attacco sembra avere valenza soprattutto politica e di immagine, ma
alcuni analisti sottolineano che, essendo l'esercito ucraino effettivamente alle dipendenze degli interessi occidentali (e statunitensi in primo luogo), il vero obiettivo potrebbe essere quello di eliminare l'ultimo gasdotto che porta il gas in Europa, stravolgendo il mercato europeo dell'energia ancor più a favore degli USA.
Secondo la portavoce del Ministero degli Esteri Maria Zakharova, Zelensky avrebbe gettato le truppe nel tritacarne di Kursk per estendere tacitamente la mobilitazione per altri 3 mesi.
16 agosto 2024
Cerchiamo di riassumere la situazione della regione di Kursk. Il 6 agosto, l'esercito ucraino ha lanciato un'offensiva a sorpresa al di fuori della zona dell'Operazione Militare Speciale e dei territori occupati, appunto nella zona di Kursk, in territorio russo. Non esistendo in questa zona le linee difensive russe, gli ucraini sono riusciti a penetrare in profondità, occupando un territorio di diverse centinaia di chilometri quadrati: si tratta della prima invasione della Russia (benché su scala minuscola) dalla seconda guerra mondiale. L'operazione costringe quindi i russi a dare la caccia a unità nemiche (si parla di 10-12.000 uomini, ma potrebbero anche essere 20.000 o più) sparpagliate su un territorio piuttosto vasto. Si tratta di una strategia certamente pianificata con gli alleati occidentali, che dà dei frutti a livello di immagine e che, per quanto riguarda le perdite, è molto dispendiosa per l'esercito ucraino, già a corto di uomini. Su tutto il resto del fronte, gli ucraini sono in arretramento e la loro situazione si è aggravata in seguito all'offensiva di Kursk, che li ha praticamente privati delle riserve. Se la speranza era di distogliere forze russe dall'Operazione Militare Speciale, si può dire che sia avvenuto il contrario. Da un punto di vista militare, gli ucraini avanzano, con relativamente poche forze, in un territorio immenso che hanno appena intaccato, e sono oggetto di tiro al bersaglio da parte delle forze russe, che impiegano nel settore di Kursk parte delle loro riserve e altre unità prima non impegnate nella SMO. Sul resto del fronte, i russi avanzano sempre più velocemente e le forze ucraine sembrano vicine al punto di rottura. Ad oggi, la situazione nella regione di Kursk non si è ancora stabilizzata. Verosimilmente, anche secondo gli analisti occidentali, l'Ucraina non sarà in grado di mantenere il controllo delle aree catturate, ma la Russia impiegherà settimane per liberare il proprio territorio. A questo quadro, bisogna aggiungere le finalità terroristiche da parte ucraina: non solo quelle, accertate, nei confronti della popolazione, ma anche un possibile piano per far esplodere bombe nucleari "sporche" in prossimità delle centrali atomiche di Kursk e Zaporizhzhya. Al momento, secondo Rosatom, la situazione militare intorno ai due impianti continua a deteriorarsi. Intanto, sul canale russo Rybar (la cui versione in lingua russa conta 1,3 milioni di iscritti) è emerso del malcontento su come parte della dirigenza russa non riesca a considerare i media occidentali per quello che sono, cioè parte attiva nel conflitto che agisce nell'ambito psicologico, funzionale nello sminuire il ruolo occidentale nel conflitto ucraino e, ultimamente, nell'offensiva di Kursk, della quale aiuta a nascondere i veri scopi. Una parte dei dirigenti russi più anziani, che proviene dalla scuola sovietica, vede le posizioni della stampa occidentale come il riflesso di interessi divergenti in seno all'Occidente stesso, piuttosto che come il frutto di un'elevata, accurata e collaudata centralizzazione, che ne fa un'arma potente e terribile. Qui sta l'errore.
Nella nebbia della guerra è tutto molto incerto e spesso si inseguono e si sovrappongono teorie tra loro divergenti: sullo stesso canale, si ipotizza che possa essere in preparazione un attacco ucraino nel distretto di Glushkovsky per espandere la testa di ponte nella regione di Kursk. In questo senso, la storia della bomba nucleare "sporca" potrebbe essere un diversivo confezionato dai media occidentali (su ovvia commissione dell'apparato militare/CIA). Per questa operazione, gli ucraini potrebbero usare le cinque o sei formazioni di riserva rimastegli.
5 settembre 2024
La situazione nella regione di Kursk sembra essersi stabilizzata, trasformando l’area in un’enorme sacca (o tritacarne) che intrappola le forze ucraine, il cui stato maggiore, in assenza di qualunque possibilità di successo altrove, continua a pompare in questo fazzoletto di territorio russo un gran numero di uomini e mezzi, che qui vengono distrutti a ritmo molto elevato. Sul resto del fronte, continua l’espansione delle forze russe. Nell’ultima settimana abbiamo assistito a un intensificarsi degli attacchi missilistici russi su infrastrutture e obiettivi strategici in Ucraina, con il culmine del 3 settembre, giorno in cui un missile ha colpito un centro di addestramento militare a Poltava, uccidendo centinaia di mercenari stranieri e istruttori svedesi, francesi e britannici. L’iniziale bilancio di 200 vittime sembra ampiamente sottostimato, il numero reale potrebbe superare le 700 unità. La propaganda occidentale ha dapprima cercato di dire che erano stati colpiti obiettivi civili, poi ha cercato di sminuire la gravità delle conseguenze dell’attacco, nonostante lo sciame di aerei medici della NATO che si è levato in volo nelle ore immediatamente successive.
In Ucraina è avvenuto un importante rimpasto nel governo, con le dimissioni di numerosi ministri, tra cui quello degli Esteri, Dmytro Kuleba. Si è dimesso anche il Ministro degli Esteri svedese Tobias Billström: alcuni collegano questo atto improvviso al bombardamento di Poltava e alla morte di numerosi individui appartenenti alle forze armate svedesi.
13 settembre
Mentre la Russia sta cacciando gli ucraini dalla regione di Kursk (l'intera operazione è stata solo un breve successo mediatico che sta comportando perdite rovinose) e di fronte all'arretramento dell'esercito ucraino su tutta la linea del fronte, i paesi occidentali si preparano ad autorizzare l'Ucraina ad utilizzare i missili a lungo raggio, da loro forniti, sul territorio russo, con la possibilità che possano colpire addirittura Mosca. I russi, che hanno parlato per bocca di Putin, considerano il "balletto" dell'autorizzazione solo un giro di parole inutile: gli ucraini non sarebbero mai in grado di agire da soli, ma dovrebbero usare dati provenienti da satelliti occidentali per guidare armi occidentali utilizzabili solo da personale della NATO. Ogni utilizzo di queste armi sarà quindi considerato come un coinvolgimento diretto dei paesi occidentali e come una sostanziale dichiarazione di guerra, con relative e proporzionate azioni di risposta da parte russa. Giuseppe Masala lo spiega molto bene con un articolo su L'Antidiplomatico: di solito parla prima il Viceministro degli Esteri Ryabkov (primo avvertimento), poi il Ministro degli Esteri Lavrov (secondo avvertimento), infine il Presidente Putin (ultimo avvertimento). Tanto che gli americani avrebbero preso sul serio le parole di quest'ultimo e l'autorizzazione all'uso potrebbe ipocritamente riguardare solo i missili inglesi e francesi e non quelli americani, più efficaci e numerosi. Più a lungo periodo, un modo per aggirare le ire russe (e il diritto internazionale) potrebbe essere quello di far assemblare le armi in Ucraina, in modo da "far finta" che siano gli ucraini stessi a produrle. Dubitiamo che una strategia così puerile, buona soltanto per essere rivenduta dall'apparato mediatico idiota e menzognero che ben conosciamo, possa essere di qualche efficacia. Intanto, forse il mondo si prepara ad assistere a un ulteriore passo importante nell'escalation.
17 settembre 2024
Nonostante Zelensky abbia presentato ai suoi padroni occidentali dei piani di guerra che prevedono di colpire la Russia in profondità, il permesso di utilizzare i missili a lungo raggio gli è stato per ora negato. Al momento, l'escalation si è bloccata. Sembra che, al momento di prendere la decisione,
un gruppo di generali americani si sia opposto. Questo gruppo aveva evidentemente la forza per prevalere. I Patrioti hanno il controllo.
1 ottobre - 16 novembre 2024
Il primo ottobre i russi hanno liberato Ugledar, centro strategicamente molto importante. Da allora, i guadagni territoriali della Russia sono aumentati in modo consistente, le postazioni ucraine risultano sguarnite di truppe, l'Ucraina ha perso la metà dei territori nella regione di Kursk. La guerra è virtualmente finita, prosegue soltanto per volontà dell'Occidente e per la prudenza della Russia a spingere sull'acceleratore.
17 novembre 2024
Forse ci siamo, forse si sta materializzando l'inevitabile reazione alla vittoria dei Patrioti. Gli USA hanno formalmente autorizzato l'Ucraina a utilizzare armi americane a lungo raggio per colpire il territorio russo in profondità. Analoga autorizzazione verrà a breve concessa anche da francesi e britannici, per quanto riguarda le loro proprie armi a lungo raggio. Putin aveva chiarito, a settembre, che una decisione del genere sarebbe stata interpretata dalla Russia come una dichiarazione di guerra da parte dei paesi coinvolti. L'escalation ha fatto un balzo forse decisivo. Gli sforzi dei globalisti per ribaltare il tavolo prima della loro inevitabile fine sembrano essere stati incanalati verso una strada che risulta comunque fortemente controllata dai Patrioti, affinché la Cricca possa sparare le sue ultime cartucce facendo il minor danno possibile. Forse aumenterà vertiginosamente la tensione, forse il mondo dovrà prendersi un terribile spavento. Forse sono gli ultimi fuochi di una guerra che dovrà liberarci per sempre dall'incubo nucleare. Magari facendocelo "sfiorare", a futura memoria.
19 novembre 2024
È stato reso noto, alla luce delle nuove minacce occidentali, il già preannunciato aggiornamento della dottrina nucleare russa. Questi i punti principali:
25 novembre 2024
Il 21 novembre, la Russia ha lanciato un singolo missile da piattaforma stradale mobile RS-26 Rubezh contro un obiettivo a Dnipro, in Ucraina (Dnipropetrovsk). Il missile ha colpito un'impresa industriale di produzione missilistica Pivdenmash (ex Yuzhmash), di cui non è rimasto praticamente nulla. Questo il parere tecnico di Scott Ritter: l'analisi delle immagini dell'attacco indica che l'RS-26 trasportava sei testate indipendenti, ciascuna delle quali a sua volta distribuiva diverse submunizioni. Questo pacchetto di testate è destinato esclusivamente agli attacchi convenzionali. In precedenza, non era stata valutata la possibilità che la Russia equipaggiasse l'RS-26 con una testata di questo tipo.
Con l'introduzione del missile RS-26 dotato di armamento convenzionale, la Russia sta cambiando la natura qualitativa del conflitto, come promesso dal presidente Vladimir Putin.
L'Ucraina e i suoi alleati occidentali devono ora valutare il potenziale distruttivo di quest'arma e comprendere che la Russia può lanciare questa testata contro qualsiasi obiettivo in Ucraina o in Europa, sapendo che non esiste alcuna difesa contro di essa. “L'RS-26 viene prodotto a Votkinsk. Si stima che la produzione dell'RS-26, interrotta nel 2017, sia ripresa la scorsa estate. Con tassi di produzione stimati in 6-8 missili al mese, la Russia potrebbe aver accumulato un arsenale di 30-40 missili RS-26. Sebbene descritto come un missile balistico intercontinentale, la gittata dell'RS-26 dipende in realtà dal pacchetto di testate. Se armato con una singola testata, può superare la soglia dei 5.000 chilometri utilizzata per distinguere tra missili a gittata intermedia e intercontinentale. L'RS-26 non è entrato in produzione in serie a causa di questa ambiguità; all'epoca, la Russia era firmataria del trattato INF, che proibiva i missili a gittata intermedia.” Si stima che il pacchetto di sei testate convenzionali impiegato contro Dnipro abbia fatto rientrare l'RS-26 impiegato nella fascia di classificazione intermedia.
Fin qui Scott Ritter. Si comprende bene quale sia il messaggio politico dell'attacco, dato che questi tipo di missile può essere equipaggiato anche con testate nucleari.
"L’esercito russo ha inviato nella regione di Kursk le sue migliori unità, che attaccano 24 ore su 24 le posizioni delle forze armate ucraine, cercando di riconquistare il territorio russo prima dell’insediamento di Trump e di possibili negoziati." Lo scrive il Wall Street Journal.
"Attaccano costantemente: mattina, pomeriggio, notte. Penso che prima o poi ci respingeranno. Stanno aggiungendo più forze e più risorse e hanno l'obiettivo di raggiungere il confine ad ogni costo, quindi lo faranno", afferma il comandante di battaglione della 47a brigata Genii. Non tutti i combattenti ucraini sono d'accordo con la sua posizione: "Sono le migliori forze ucraine contro le migliori forze russe. In questa situazione, non vedo alcun motivo per cui dovremmo ritirarci", afferma il sergente Jean.
Secondo i funzionari ucraini, Mosca ha circa 45.000 soldati di stanza nella regione. Gli attacchi senza fine hanno permesso alla Federazione Russa di riconquistare nelle ultime settimane quasi la metà del territorio conquistato ad agosto.
Le forze russe in diversi settori superano quelle ucraine da 3 a 10 volte in termini di numero di fanteria. Allo stesso tempo, gli ucraini affermano che le loro brigate qui sono ben equipaggiate e ruotano regolarmente, a differenza del Donbass. Gli analisti ritengono che la Russia stia pianificando un’offensiva ancora più grande. In precedenza, lo stato maggiore ucraino aveva dichiarato che le truppe nordcoreane avevano già iniziato a combattere contro le forze armate ucraine nella regione di Kursk. https://t.me/wardigitalnews/16844
13 febbraio 2025
Siamo forse giunti al punto in cui questo "articolo aperto" potrà essere chiuso: l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca e il suo insediamento, avvenuto meno di un mese fa, hanno già trasformato l'escalation del titolo in una de-escalation. I colloqui telefonici di ieri hanno formalmente aperto la strada verso trattative di pace che sanciranno finalmente la vittoria della Russia e dei Patrioti e la sconfitta dei nazi-globalisti e delle loro putrescenti istituzioni sovranazionali, che rispondono ai nomi di NATO e Unione Europea. A quanto pare, non è stato necessario provocare l'atteso risveglio di massa attraverso l'incubo di una guerra nucleare davvero sull'orlo di scoppiare, ma probabilmente sarà sufficiente la rivelazione, crediamo graduale, delle moltissime verità da lungo tempo nascoste sulla vera natura del potere globalista.
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18 febbraio 2025
Sono iniziati a Riad i colloqui tra USA e Russia per la pace in Ucraina. L'Europa non è stata invitata; questa la posizione americana espressa lo scorso 14 febbraio: "Gli Stati Uniti non vogliono che ci siano troppe parti coinvolte nei colloqui sull'Ucraina. "Quello che non vogliamo fare è entrare in una discussione di gruppo", ha affermato Keith Kellogg, inviato di Trump per l'Ucraina e la Russia, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Kellogg ha chiarito che, anche se l'Europa potrebbe non essere fisicamente presente al tavolo dei colloqui di pace, gli interessi della regione saranno presi in considerazione."
https://t.me/geopolitics_live/43785
Secondo la stampa, l'Europa si spacca sull'invio di truppe in Ucraina...
Innanzi tutto, dubitiamo che gli USA, per non parlare della Russia, avallerebbero una tale soluzione: come si dice a Roma, se la cantano e se la sonano. Inoltre, l'Europa non ha né l'autonomia, né l'integrazione militare per procedere da sola. Poi, è chiaro che i Patrioti hanno sapientemente infiltrato e minato politicamente l'Unione Europea, per cui l'architettura nazi-globalista dell'UE si sta finalmente manifestando per quella barzelletta che è e come tale meriterà di essere ricordata. La Russia ha vinto la guerra e i suoi nemici devono stare a cuccia.
https://www.swissinfo.ch/ita/l'europa-si-spacca-sull'invio-di-truppe-in-ucraina/88889236
Il pesante giogo economico che Trump vuole imporre all'Ucraina (vedi, ad esempio: https://t.me/mondomultipolare/27023) va inquadrato nel contesto rivoluzionario. Da una parte, serve a sancire la sconfitta di una classe dirigente nazista che si è prestata ai giochi nazi-globalisti al punto tale non solo da sacrificare il proprio paese e la propria popolazione, ma addirittura da cercare di provocare un devastante incidente nucleare o da tentare di scatenare la carneficina della terza guerra mondiale cinetica. Dall'altra, serve a evitare che l'Ucraina, il cui popolo è stato avvelenato per lungo tempo da una feroce propaganda antirussa, possa nel breve riarmarsi e costituire una minaccia per il mondo. Siamo certi che, una volta conclusosi il processo rivoluzionario con la definitiva sconfitta della Cricca e la realizzazione della pace globale, all'Ucraina sarà consentito di svilupparsi e prosperare al pari delle altre nazioni, ma per ora la controrivoluzione, anche quella potenziale, deve essere schiacciata.
La fine delle politiche neocoloniali in Africa, un evento storico di portata colossale
(29/07/2023)
Stiamo assistendo in tempo reale alla sconfitta rovinosa delle potenze neocoloniali in Africa (in primo luogo della Francia) per mano dei militari locali con l’appoggio determinante della forza militare Russa, che si realizza soprattutto attraverso le milizie Wagner, un corpo formalmente privato, in realtà direttamente controllato dallo Stato e creato appositamente per intervenire all’estero senza cadere nelle paludi del “diritto” internazionale. Un evento che sarà scritto nei futuri libri di storia a caratteri cubitali e che dovrebbe riempire di gioia i cuori di tutte le persone decenti che popolano questo piccolo, tormentato pianeta.
La Russia si pone, nei confronti dei Paesi africani, su un piano di parità e di partnership onesta, al contrario delle spocchiose e schifosamente razziste classi dominanti europee, i cui rappresentanti in Africa vengono defenestrati giorno dopo giorno. Il processo sta avvenendo, in termini storici, con una rapidità impressionante. Sotto, potete vedere la mappa dei Paesi africani presenti al summit Russia-Africa, tenutosi a San Pietroburgo il 27 e 28 luglio 2023.
In verde scuro sono rappresentati i Paesi presenti con il Capo di Stato, in verde chiaro quelli che hanno mandato una delegazione. In rosso ci sono i paesi assenti, quelli che sono maggiormente sotto il tacco degli occidentali. A questi ultimi va tolto il Niger, che il 26 luglio 2023 è stato teatro di un colpo di stato militare, realizzato con l’aiuto dei “wagneriti”, che ha portato all’arresto del Presidente e di vari ministri filo-francesi. Il Niger fornisce (forniva...) il 30% dell’uranio che alimenta le centrali nucleari francesi e, nonostante questo, si trova in coda alle classifiche degli indici di sviluppo umano. Le compagnie francesi pagavano al governo nigerino meno del 5% del valore di mercato del minerale contenente uranio. Il 31 agosto 2023, anche il Gabon è stato teatro di un colpo di stato militare, che ha esautorato il governo filo-francese.
È la fine della Françafrique, è la fine del Franco CFA, odioso strumento monetario di sfruttamento, imposto dai francesi a molti Paesi africani. È la fine dei numerosi gruppi terroristici finanziati dall’Occidente per scopi economici e politici, che ora vengono stanati e annichiliti dai Wagner.
Sappiamo da Q (Q#153) che molti Paesi sono stati appositamente tenuti in stato di sottosviluppo per scopi ben precisi. Il sottosviluppo dei Paesi africani è servito a depredarli di tutte le ricchezze, da quelle naturali a quelle umane, sotto forma di migranti che hanno tentato di sfuggire a crisi umanitarie spesso create appositamente, vittime di uno schiavismo che non è mai finito, ma ha solo cambiato forma, è solo diventato più ipocrita.
La partnership con la Russia mira allo sviluppo agricolo e industriale del Continente Africano, anche con l’appoggio della potenza produttiva cinese. La stessa Russia si è detta disponibile alla fornitura di grano e fertilizzanti in forma gratuita, laddove necessario: finalmente le eccedenze produttive agricole e industriali verranno utilizzate gratuitamente per alleviare la fame.
La liberazione dell’Africa dal giogo degli interessi occidentali è, ad oggi, il segno più evidente di un Nuovo Mondo, che è già nato e che aspetta solo di sbocciare definitivamente.
Sotto, il link a un brevissimo video di Macron in visita in Benin a luglio del 2022. Vale più di mille parole.
La crisi mediorientale e l'azione dei Patrioti
Per fare il punto sull’ingarbugliata situazione israelo-palestinese, con la crisi iniziata il 7 ottobre 2023 (nostri post su Telegram: https://t.me/QANON_IT/59402 e https://t.me/QANON_IT/59406), tiriamo come sempre in ballo Q, che ci ha lasciato preziose chiavi di lettura. È chiaro a tutti che quanto sta accadendo in Medio Oriente è uno snodo importante nell’ambito dello scontro mondiale tra globalisti e Patrioti, ma quali saranno le conseguenze?
L’idea che ci siamo fatti è la seguente: i globalisti sono quelli che, in genere, vengono lasciati muovere per primi, in modo da fargli sparare, ed esaurire, tutte le munizioni (questo concetto è stato espresso da Q numerose volte, in diversi contesti: Q#4885, Q#4622, Q#4612, Q#4511, Q#4333, Q#4283, Q#4136, Q#4101, Q#3646, Q#3165, Q#3113, Q#2553, Q#2115). Inoltre, i Patrioti conoscono le loro mosse in anticipo (Q#4738, Q#4722, Q#2368 e, soprattutto, Q#3596) e hanno, sapientemente e con pazienza, infiltrato le strutture fondamentali della controparte (la famosa strategia “infiltration instead of invasion”, cioè “infiltrare anziché invadere” – vedi ad es. Q#3997 – vale da entrambe le parti). In effetti, come abbiamo già rilevato, i Patrioti sapevano in anticipo di ben 5 anni dell’”invasione” di Hamas da parte di Israele (Q#2337) e sapevano che si sarebbe trattato di una “false flag” (vedi l’analisi fatta da Russell McGregor QUI e da noi tradotta QUI, anche se le nostre conclusioni sono diverse, per noi l’operazione è stata orchestrata dai globalisti per essere poi successivamente “deviata” dai Patrioti). Poi, però, ci sono stati eventi “strani”, come l’ammissione, da parte dello stesso Israele, dell’assenza di prove di un coinvolgimento dell’Iran (prevenendo così un eventuale immediato allargamento del conflitto), il rinvio dell’operazione di terra a Gaza, il falso attacco all’ospedale di Gaza, con l’inganno che è stato svelato, tra gli altri, da un servizio dell’agenzia russa TASS.
La nostra convinzione è che i globalisti scatenino eventi terribili per perseguire i loro fini (cioè, essenzialmente, per ribaltare le sorti dello scontro in atto, incuranti del numero di vittime) e i Patrioti, tirando i fili giusti, li facciano accadere nel momento strategicamente più favorevole e ne indirizzino magnitudine e conseguenze in tutt’altra direzione.
Dove potrebbe quindi condurre la crisi israelo-palestinese? Qui si possono fare le ipotesi più disparate: le operazioni militari potrebbero, come è già avvenuto altre volte, coprire operazioni di “pulizia profonda” nei confronti del deep state dell’area, si potrebbe avviare un processo di soluzione dell’annosa “questione palestinese”, Israele potrebbe uscire definitivamente dalle grinfie dei globalisti (il che indicherebbe che siamo nelle fasi finali del Piano, come da Q#916), l’operazione di terra a Gaza potrebbe far entrare in gioco direttamente la Russia, il mondo potrebbe essere sottoposto ad un forte shock/spavento che favorisca il risveglio della popolazione, ecc.
L’unica cosa da ricordare, anche “se le luci dovessero spegnersi”, è che i Patrioti hanno il controllo (Q#64).
Altre conseguenze del discorso fatto finora: il conflitto in Israele potrebbe portare ad un esaurimento dell'interesse verso il conflitto ucraino (con abbandono del campo di battaglia da parte occidentale e conseguente capitolazione del regime di Zelensky), ma potrebbe anche condurre al finanziamento americano di entrambi i conflitti. La qual cosa potrebbe a sua volta accelerare, ad esempio, al default americano sul debito. E ancora: perché l’ala sinistra dei Democratici americani, quella più funzionale al deep state, ha inscenato una protesta all'interno del Congresso per arrivare al cessate-il-fuoco in Israele? È solo fumo negli occhi oppure la piega che gli eventi stanno prendendo fa davvero paura ai globalisti? Come influirà sulla guerra e sui finanziamenti alla stessa la vicenda dell'elezione dello Speaker of the House? La mancata elezione di Jim Jordan potrebbe, ad esempio, portare all’ampliamento dei poteri dello Speaker pro-tempore McHenry, che sembra essere un "trumpiano" di ferro, mentre sullo sfondo rimane sempre aperta la possibilità di un’elezione dello stesso Trump alla terza carica dello Stato. Come vedete, numerose strade si intrecciano in una matassa apparentemente molto ingarbugliata, della quale i Patrioti hanno in mano il bandolo, che conduce alla strategia vincente.
23 ottobre 2023
AGGIORNAMENTO DEL 28 DICEMBRE 2023
Il 27 dicembre il Generale Flynn, intervistato da Alex Jones, ha confermato ciò che è stato evidente da subito, cioè che l'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre scorso è stata una false flag realizzata con la complicità degli israeliani (video con sottotitoli in italiano)
AGGIORNAMENTO DEL 31 GENNAIO 2024
Riallacciandoci a quanto abbiamo ultimamente scritto sul Medio Oriente e sulla situazione internazionale in generale, stante la necessità per la Cricca (Cabala) e il deep state di scatenare il caos e la terza guerra mondiale cinetica per tentare di aprirsi una via di fuga, siamo dell’idea che l’attacco del 28 gennaio ai soldati americani di stanza in Giordania, per il quale l’Iran ha negato ogni responsabilità, sia una false flag, cioè un attacco sotto falsa bandiera, volto a far precipitare gli eventi e scatenare una risposta militare. Se è vero che l’attacco è stato rivendicato dalla Resistenza Islamica in Iraq, milizie legate allo Stato Iraniano, è anche vero che il gioco delle infiltrazioni dei gruppi terroristici e paramilitari nell’area da parte delle agenzie di intelligence occidentali è complesso e profondo.
Nel caso dell’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023, è oggi facile riconoscere, per chi abbia la volontà di farlo, la complicità degli stessi israeliani, che hanno potuto così creare un casus belli conforme ai loro interessi. Questo recentissimo precedente (oltre ai molti altri che la storia contemporanea ci propone) ci autorizza a pensare, per analogia, che l’attacco del 28 gennaio abbia natura e finalità simili, stavolta con gli USA protagonisti. L'altra possibilità è che i soldati americani vengano lasciati in quelle zone per fare da facili bersagli, in modo da avere sempre a portata di mano il pretesto per la guerra, che fa lo stesso. Subito, infatti, si sono levate a Washington le voci di chi, tra i neoconservatori del deep state, chiedeva la guerra con l'Iran: in prima fila abbiamo visto il Senatore Lindsay Graham e la candidata alle primarie repubblicane Nikki Haley.
Sappiamo che i tentativi di scatenare il caos mondiale da parte della Cricca continueranno fino alla sua sconfitta definitiva e sappiamo che i patrioti hanno la situazione sotto controllo: la loro strategia, come abbiamo già detto, ci sembra quella di contenere (leggi: controllare) le crisi e di sfruttarle per ripulire certi ambiti e certe aree dai nemici. Ma ci è stato anche detto che non tutto sarà liscio e pulito (Q#521) e si potrebbe arrivare, è solo un’ipotesi (non soltanto nostra), al massimo stato di allerta nucleare dell’esercito americano, quello di DEFCON 1 (che Q nomina diverse volte, come in Q#520, Q#534 e Q#568), con i relativi effetti sulla psicologia delle masse. Effetti di shock e terrore, ma anche di risveglio.
AGGIORNAMENTO DEL 6 MARZO 2024
Secondo l'analista militare Scott Ritter, la situazione sul campo non sarebbe favorevole all'esercito israeliano, contrariamente a quanto dipinto dai media occidentali (LINK). Soprattutto Hezbollah starebbe dimostrando una certa superiorità militare e il morale nell'esercito israeliano, che una volta era abituato a dominare questi conflitti con relativa facilità, sarebbe molto basso, tanto che si starebbe già pensando, a livello politico, al dopo-Netanyahu e alla cessazione delle ostilità.
Si starebbero quindi aprendo scenari per una soluzione della questione palestinese, con la creazione di uno Stato indipendente. In questo senso, a livello diplomatico, starebbe lavorando la Russia, che starebbe spingendo le diverse componenti politiche palestinesi, cioè l'OLP e Hamas (che, lo ricordiamo, era nato con i buoni uffici di Israele proprio per dividere i palestinesi al loro interno), verso l'unità e il cambiamento di nome, una sorta di "rebranding" per indorare la pillola ai filo-sionisti.
N.B.: esiste la possibilità che i "Wagner", e quindi i russi, stiano fornendo supporto ad Hezbollah (LINK). Se questo elemento fosse confermato, farebbe ulteriore chiarezza sulla natura del conflitto in corso e sgombrerebbe gli equivoci sul ruolo dei Patrioti nell'ambito dello stesso.
AGGIORNAMENTO DEL 21 APRILE 2024
Il 2 aprile, un attacco israeliano effettuato con aerei F-35 ha portato alla distruzione del consolato iraniano a Damasco, in Siria, e all’uccisione di 2 generali e 5 ufficiali delle forze armate dell’Iran. Secondo l’analista militare americano Scott Ritter, si trattava di generali e ufficiali molto importanti nella gestione delle attuali alleanze e campagne militari iraniani, un duro colpo per le forze armate del Paese.
Nella notte tra il 13 e il 14 aprile, l’Iran ha risposto lanciando 301 tra droni, missili cruise e missili balistici verso Israele. Abbiamo descritto i risultati dell’attacco in un nostro post su Telegram, in cui abbiamo riassunto le parole dello stesso Scott Ritter:
“L’analista militare americano Scott Ritter ha fatto il punto sull’attacco iraniano alla base aerea israeliana di Nevatim, avvenuto nel contesto del più ampio attacco del 14 aprile.
- Gli iraniani affermano di aver colpito Nevatim con 5-7 missili, gli israeliani ammettono che “alcuni missili” hanno colpito la base.
- L’Iran non voleva dare un colpo da KO, ma piuttosto dimostrare le proprie capacità a scopo deterrente.
- Nevatim è difesa dallo scudo antimissile integrato più avanzato del mondo, che include i sistemi: Arrow 2, David’s Sling, THAAD, Patriot 3 con il radar di sorveglianza e puntamento AN/TPY 2 X-band.
- Nonostante questo, 5-7 missili hanno colpito la base. Gli israeliani hanno riconosciuto che sono stati colpiti 3 magazzini e 2 piste.
- Qualsiasi esperto si accorgerebbe dalle immagini che sono stati colpiti dei centri di massa, chiara indicazione di precisione nella guida.
- 5-7 missili hanno colpito il sito più difeso del mondo, sconfiggendo un sistema di difesa integrato contro i missili balistici, progettato proprio per neutralizzare quei missili che non è riuscito ad abbattere
- Se l’Iran avesse lanciato 30 missili contro Nevatim, la base sarebbe inutilizzabile. Lo sanno gli israeliani e lo sanno gli americani. Questo è il motivo per cui l’Iran ha ottenuto la deterrenza strategica nei confronti di Israele, che era l’intero scopo dell’operazione.”
A questo punto, l’Iran sembrava avere il coltello dalla parte del manico, potendo colpire Israele in modo pi efficace rispetto alle possibilità dello stato ebraico, come ha efficacemente spiegato l’analista militare russo Vladislav Shurygin:
“L'Iran ha utilizzato meno dell'1% di ciò che ha e Israele ha utilizzato l’80% di tutto ciò che aveva per difendersi, eppure tutti i missili ipersonici sono riusciti a sfondare.
L'Iran ha circa 10mila droni, dai 5 agli 8mila missili. Si tratta di un’enorme quantità di munizioni e se verranno utilizzate, sarà una guerra terribile, se non altro perché il territorio di Israele è molto piccolo. Se i razzi colpissero, ad esempio, gli impianti chimici, allora per il piccolo Israele, sarà un disastro.
In due giorni è del tutto possibile per l’Iran lanciare sei o sette ondate, che saranno diverse migliaia tra missili e droni.”
Ma il modo di agire della classe dirigente di Israele, legata a doppio filo alle necessità della Cricca globalista, in genere non consente di accettare che uno Stato nell’area mediorientale possa prevalere militarmente, neanche a livello potenziale. È quindi possibile che Israele abbia avuto la tentazione di portare l’azione militare a un livello a cui l’Iran non avrebbe potuto rispondere. L’ottimo giornalista Pepe Escobar ha fornito, in un tweet, la versione di ciò che potrebbe essere accaduto nelle ore e nei giorni successivi alla risposta iraniana. La fonte è degna della massima attenzione (nota: di fronte alle obiezioni di Scott Ritter, il giornalista ha confermato la propria versione e l'attendibilità delle proprie fonti. Successivamente, Pepe Escobar ha affermato di aver ottenuto due conferme da due fonti diverse, provenienti da due diversi Paesi asiatici e di stare lavorando per una terza conferma).
“ESCLUSIVO – LA VERA STORIA DELLA CONTRORISPOSTA ISRAELIANA. Da una fonte di intelligence di altissimo livello in Asia, NON dalla Russia o dalla Cina, sebbene la partnership strategica, ovviamente, effettui scambi di informazioni al massimo livello 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Confermata e riconfermata. […] Israele inizialmente ha scelto di rispondere con forza estrema. Un F-35 armato di una bomba nucleare è stato mandato a est verso la Giordania. La missione: causare una detonazione ad alta quota sull'Iran che avrebbe provocato un sovraccarico delle linee elettriche ad alta capacità, paralizzando la rete elettrica iraniana e disabilitando tutti i dispositivi elettronici. Un attacco EMP. Tuttavia, mentre l'F-35 israeliano stava lasciando lo spazio aereo giordano è stato abbattuto dall'aeronautica russa. Quindi, la versione pubblicizzata della controrisposta israeliana è stata una vera farsa. Alla fine, tutte le parti hanno deciso di non rendere pubblica la verità per allentare l’escalation di quella che avrebbe potuto trasformarsi nella Terza Guerra Mondiale.”
Col passare dei giorni, Pepe Escobar ha continuato a mantenere la propria versione, ritenendo credibile la storia, mentre Scott Ritter
la giudica impossibile dal punto di vista strettamente tecnico. Dalle stesse parole di Ritter si può però dedurre che, se la storia fosse stata semplicemente mal riportata e al posto di un F-35 fosse stato utilizzato, ad esempio, un F-15, allora le obiezioni tecniche verrebbero a cadere. In ogni caso, essendo la fonte primaria "una grande potenza asiatica" (non rivelata dal giornalista), il fatto stesso che la notizia sia stata divulgata fa pensare, quanto meno, a un gioco psicologico che vede al centro le armi atomiche, cosa che ci riporta alla volontà della feccia globalista ormai all’angolo di scatenare un massacro mondiale, al solo scopo di ribaltare il tavolo della partita che sta perdendo. Tutto questo caos nella situazione mediorientale potrebbe preludere alla fase,
preannunciata da Q, che dovrebbe portare a un profondo cambiamento nella stessa essenza politica di Israele e, aggiungiamo noi, forse alla formazione di uno Stato palestinese. Quanto ora descritto sarebbe in pieno accordo con la strategia dei Patrioti basata sul contenere e ripulire.
Aggiungiamo che lo spauracchio atomico risulta particolarmente credibile, vista la dottrina nucleare israeliana, che prevede un uso piuttosto disinvolto delle armi atomiche in caso di difficoltà militari, la cosiddetta "Opzione Sansone" ("Muoia Sansone con tutti i Filistei", avete presente?). È infatti un segreto di Pulcinella il fatto, mai reso ufficiale, che Israele abbia a disposizione un vasto arsenale nucleare (con stime che arrivano a ipotizzare fino a 400 testate), che le forze armate erano pronte a utilizzare già nel 1967, a scopo dimostrativo, nell'ambito della guerra dei Sei Giorni (fu proprio la breve durata del conflitto a impedire l'attuazione del progetto) e nel 1973, di fronte alle difficoltà riscontrate nella guerra dello Yom Kippur (l'aiuto militare da parte degli USA, garantito dal Presidente Nixon, scongiurò la minaccia: erano pronte 13 testate).
Questo quadro terrificante, unito unito alla
tendenza della leadership israeliana al genocidio, ci fa comprendere quanto sia importante, per i Patrioti, disinnescare l'ordigno-Israele e, nel farlo, utilizzare la massima cautela.
AGGIORNAMENTO DEL 6 MAGGIO 2024
In un’intervista a Time Magazine di fine aprile, Trump ha affermato, facendo eco alle parole dette a dicembre dal generale Flynn, che Israele aveva tutti i mezzi tecnici e tutte le possibili fonti di intelligence per prevenire l’attacco di Hamas del 7 ottobre, alludendo quindi alla complicità di Netanyahu e della sua cerchia nello stesso. Si tratta forse della più importante conferma che si è trattato di una false flag, come affermato da noi e da molti altri analisti immediatamente dopo l’attacco, anche sulla scorta del drop di Q numero #2337, che sembra aver anticipato di 5 anni il mancato intervento dei servizi di intelligence israeliani.
Per quanto riguarda le proteste nei campus universitari americani contro l’intervento israeliano a Gaza, bisogna rilevare il fatto importante, emerso con chiarezza, che il movimento non è spontaneo, ma è finanziato largamente dalla cricca globalista (sono emersi chiaramente, sulla stessa stampa “ufficiale”, i nomi di Soros, Rockefeller, Gates, Pritzker: tutti finanziatori della campagna di Joe Biden. Altra questione che giustamente Clandestine si pone: perché la stampa lo sta ammettendo? Fonti: link 1, link 2, link 3, link 4, link 5). A nostro avviso, potrebbe essere un tentativo di costituire nuove milizie paramilitari (le nuove “camicie brune”, di cui parliamo nel nostro articolo “Il neonazismo dei Democratici americani”) per creare caos nelle aree urbane prima delle elezioni presidenziali di novembre. Potrebbe trattarsi di un segnale che i gruppi Antifa e BLM sono stati, in qualche modo, neutralizzati e quindi il deep state ha bisogno di reclutare ex novo le sue truppe irregolari?
AGGIORNAMENTO DEL 30 MAGGIO 2024
Come abbiamo già detto, la nuova crisi tra israeliani e palestinesi aveva (e ha tuttora) lo scopo primario, perseguito dalla Cricca, di far scoppiare la terza guerra mondiale “cinetica”. In subordine, l’altro obiettivo (che è anche un mezzo per raggiungere il primo scopo) è quello di liberare il paese dalla presenza dei palestinesi per mezzo di una vera e propria pulizia etnica. La strategia del governo Netanyahu sta però dando frutti di segno opposto: sapendo che l’orribile strage di civili palestinesi risulta tollerabile solo perché si tratta, come sempre, della strada con il numero di vittime più basso possibile, i Patrioti stanno spingendo l’operazione verso il risultato di un crescente isolamento internazionale di Israele, sostenuto ormai solo dalle frange occidentali più corrotte dal sionismo. Un breve elenco di eventi, non in ordine cronologico:
- Il procuratore della Corte Penale Internazionale ha chiesto che venga emesso un mandato di arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu (insieme al ministro della Difesa israeliano Gallant e a tre capi di Hamas) per crimini di guerra: oltre al danno di immagine, diventa anche un problema pratico, dato che diversi paesi, anche occidentali (tra cui Francia e Germania), hanno espresso l’intenzione di onorare il mandato qualora il Primo Ministro israeliano si recasse negli stessi. Nota a margine: diversi capi di stato si sarebbero rivolti al procuratore Karim Khan dicendogli con arroganza che “la CPI è stata creata per l’Africa e per teppisti come Putin e non per processare l’Occidente e i suoi alleati”. In questo caso, quindi, parrebbe che un’istituzione sovranazionale globalista sia sfuggita di mano ai suoi creatori. Altra nota a margine: Netanyahu ha affermato che accusarlo di crimini a Gaza sarebbe come accusare Bush dell’11 Settembre. Alle nostre orecchie, l’affermazione suona come una minaccia verso i suoi alleati globalisti americani: se lasciate che mi arrestino, facciamo in modo di rendere pubblico tutto quello che sappiamo sull’11 Settembre...
- La Turchia, che rappresenta un hub importantissimo per le merci dirette verso lo Stato Ebraico, ha interrotto le relazioni commerciali con Israele.
- Il Messico si è unito al Sudafrica nella denuncia di Israele alla Corte Internazionale di Giustizia per genocidio,mentre il Brasile ha richiamato il proprio ambasciatore da Tel Aviv.
- Al di là del sostegno a Israele dato per ragioni strategiche (“Le apparenze sono molto importanti”, Q#3177), i Patrioti americani, per bocca del generale Flynn e di Trump, hanno lasciato chiaramente intendere che l’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso è stato “assecondato” da Israele (vedi aggiornamenti precedenti).
- Spagna, Irlanda e Norvegia hanno riconosciuto la Palestina come stato indipendente.
- L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato una risoluzione che sostiene l’adesione della Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. I 143 voti a favore, i 9 contrari e le 25 astensioni ci danno la misura del crescente isolamento israeliano nel mondo.
- L’Arabia Saudita si è espressa a favore della creazione di uno stato palestinese.
- Uno scontro a fuoco tra militari egiziani ed israeliani ha causato la morte di 4 soldati del paese nordafricano. Motivo reale del contendere è il controllo del Philadelphi Corridor, la sottile lingua di terra che separa la zona palestinese dall’Egitto e che gli accordi del 1973 hanno assegnato a quest’ultimo, una stretta fascia che per Israele è essenziale nell’ambito delle attuali operazioni militari. L’incidente potrebbe spostare la posizione politica dell’Egitto da una neutralità compiacente verso le azioni israeliane a un sostegno ai palestinesi.
La debacle diplomatica politica ed economica, come prevedibile, sta facendo crescere i malumori interni e alimentando le fronde contro il governo Netanyahu, che alla lunga rischia di essere messo in minoranza e rimosso. L’intera vicenda potrebbe concludersi, in modo imprevisto, con la definitiva creazione di uno stato palestinese e il ridimensionamento di Israele, che cesserebbe di essere una roccaforte armata funzionale alle politiche globaliste, con un gran beneficio per la pace nel mondo.
Si conferma la politica bifronte dei Democratici americani a nome della Cricca, che da una parte fomentano le manifestazioni filo-palestinesi per motivi di politica interna (di cui abbiamo detto nell'aggiornamento precedente), dall’altra finanziano la guerra di Israele.
Per quanto riguarda l’incidente di elicottero nel quale, il 19 maggio scorso, hanno perso la vita sia il Presidente che il Ministro degli Esteri dell’Iran, esiste un’ipotesi, non confermata ufficialmente, che possa essersi trattato di un attentato basato sull’alterazione dei dati altimetrici attraverso dispositivi elettronici (dal punto di vista tecnico si parla di “meaconing”, come affermato in questo video al minuto 28:30). Se così fosse andata, sarebbe stato certamente per mano israeliana e confermerebbe che alla Cricca non rimane che il terrorismo: si tratta infatti di morti inutili, di intimidazioni che non muteranno di una virgola l’andamento delle tendenze internazionali.
AGGIORNAMENTO DEL 21 GIUGNO 2024
Secondo il colonnello Douglas MacGregor, Israele non sarebbe in grado di sconfiggere e sradicare Hamas. In effetti, le forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato, tramite il loro portavoce Hagari, che Hamas non può essere sconfitto, suscitando le ire di Netanyahu. Le perdite nell’esercito israeliano, benché non dichiarate, sarebbero piuttosto ingenti, vista la necessità di creare una nuova divisione di riservisti. Secondo MacGregor, proprio per aggirare queste difficoltà e ottenere una vittoria strategica, Israele si starebbe preparando allo scontro con Hezbollah in Libano. Ma, da un punto di vista militare, Hezbollah rappresenta un osso molto più duro rispetto a Hamas, oltre ad avere l’appoggio aperto dell’Iran, che potrebbe quindi essere trascinato direttamente nello scontro (e che fa parte dei BRICS e avrebbe il probabile appoggio della Russia). Una vittoria contro Hezbollah sarebbe molto difficile da raggiungere, se non impossibile, senza un massiccio appoggio americano. Inoltre, la Grecia ha concesso l’uso della propria base a Cipro per gli attacchi degli aerei israeliani contro il territorio libanese, ma la metà dell’isola di Cipro è controllata dalla Turchia, che sarebbe certo contraria agli attacchi e potrebbe essere quindi coinvolta nello scontro. MacGregor accenna anche alla tentazione che Israele potrebbe avere riguardo l’uso di armi nucleari tattiche in Libano (abbiamo trattato l’argomento della dottrina nucleare israeliana in un aggiornamento precedente).
La nostra impressione è che Israele si stia spingendo (magari con qualche aiuto...) in una direzione che potrebbe portare lo stato ebraico ad una sconfitta storica, con conseguenze fatali per i destini del sionismo.
AGGIORNAMENTO DEL 4 LUGLIO 2024
Secondo informazioni riferite dal colonnello Douglas MacGregor, Israele avrebbe riportato, nelle operazioni militari iniziate il 7 ottobre, circa 70.000 feriti gravi e almeno 5.000 morti (probabilmente anche di più). Sono cifre notevoli per una nazione che non arriva a 10 milioni di abitanti, che spiegano la necessità di formare una nuova divisione di riservisti (vedi aggiornamento precedente) e di coscrivere i giovani ultra-ortodossi. Tutto questo è avvenuto in seguito alla sola operazione nella striscia di Gaza e lascia presagire conseguenze molto più gravi se venissero aperte le piene ostilità nei confronti di Hezbollah nel sud del Libano, evento altamente probabile.
AGGIORNAMENTO DEL 22 LUGLIO 2024
Il 19 luglio, nel giorno del tilt globale dei sistemi informatici, gli Houthi dello Yemen hanno colpito, con un drone carico di esplosivo, un edificio di Tel Aviv a soli 100 metri dal consolato americano, beffando le “impenetrabili” (così vengono presentate dalla propaganda) difese aeree israeliane (link per approfondire sulla flotta di droni a disposizione degli Houthi). Per l’attacco, gli Houthi avrebbero utilizzato un drone di nuova generazione. Israele ha risposto il giorno dopo con il bombardamento del porto yemenita di Hodeida (Al-Hudaydah), provocando un grandissimo incendio di alcuni serbatoi di carburante, utile per massimizzare gli effetti propagandistici dell’azione. L’attacco non è stato approvato all’unanimità dal Gabinetto di Guerra israeliano, segno forse della consapevolezza di alcuni membri che lo stato ebraico non può più permettersi di subordinare esigenze strettamente militari all'immagine mediatica. Per reazione, gli Houthi hanno dichiarato di avere l’intenzione di sostenere una lunga guerra contro Israele, con attacchi di ritorsione a sorpresa.
Così per Israele si è aperto un nuovo fronte di guerra, dopo quello di Gaza e quello nel Sud del Libano, per tacere della situazione con l’Iran, ancora “quiescente”. Ciò che più colpisce è la capacita di un altro attore dell’area mediorientale di penetrare con relativa facilità le difese aeree israeliane: si tratta dell’ennesima riproposizione dell’eterna lotta tra corazza e proiettile, in cui alla fine la spunta sempre quest’ultimo. Da questo punto di vista Israele, di fronte alla vastissima disponibilità di missili e droni dei suoi nemici in Medio Oriente, ha già perso, dato che basa gran parte del sostegno della propria popolazione alle sue azioni militari sulla presunta impenetrabilità dell'“iron dome”.
Sembra chiaro che dietro la tecnologia dei missili ipersonici (e probabilmente dietro quella dei droni) a disposizione dell’Iran e degli Houthi (non è chiaro se, ed eventualmente in che misura, anche di Hezbollah), mentre addirittura gli USA non sono ancora riusciti a svilupparla pienamente, ci sia l’aiuto tecnologico diretto dei russi, il che indica chiaramente l’impostazione del piano militare dei Patrioti in senso anti-sionista. Gli Houthi avrebbero addirittura, grazie a questi missili, messo fuori combattimento la portaerei americana Eisenhower inviata nel Mar Rosso, nonostante le ovvie smentite da parte USA. Di fronte alle nuove tecnologie missilistiche, le portaerei e le flotte di navi da guerra in generale sono residui del passato. L’intelligence americana si è detta preoccupata del fatto che la Russia possa fornire agli Houti missili ipersonici anti-nave avanzati in risposta al coinvolgimento americano nella guerra in Ucraina.
Israele non è riuscito ad avere la meglio su Hamas nella Striscia di Gaza, riportando perdite significative, ha dovuto cedere una striscia di 10 km a nord del paese che ora è diventata una zona-cuscinetto con Hezbollah e ha sperimentato l’inadeguatezza della propria costosissima difesa aerea, sia nei confronti dell’Iran che degli Houti. Dal punto di vista militare, Israele è nei guai fino al collo.
AGGIORNAMENTO DEL 25 LUGLIO 2024
Il 24 luglio, nel menzionare il suo incontro con Netanyahu previsto per il giorno successivo, Trump ha pubblicato su Truth Social una lettera amichevole speditagli dal presidente palestinese Abbas il 14 luglio, il giorno dopo l'attentato. Trump aveva affermato in precedenza, in seguito a un incontro con il leader palestinese, che Abbas era quasi come un padre e che inizialmente pensava che “gli israeliani avrebbero fatto qualsiasi cosa per raggiungere la pace e un accordo” e che l'ostacolo venisse dai palestinesi, ma poi ha "scoperto che non era vero”. Questo fatto rafforza la nostra convinzione che la vera posizione dei Patrioti sul Medio Oriente sia contro il sionismo e a favore della convivenza pacifica nella regione, con tanto di varo definitivo di uno stato palestinese. Nello stesso senso interpretiamo la citazione che Trump fa di un passaggio del discorso di Netanyahu al Congresso, il cui senso è ben riassunto da un post di @austerrewyatt1 su X, ripostato anche da Liz Crokin: "Con un post su Truth, il presidente Trump fa sapere alla Cricca che sa benissimo quale sarà il loro programma. Netanyahu sta dicendo che intendono iniziare la Terza Guerra Mondiale annientando l’Iran. L’unico modo in cui ciò possa accadere, leggendo tra le righe il messaggio di Netanyahu, è con il presidente Trump fuori dai giochi. Netanyahu non sta avvertendo l'Iran di non assassinare il presidente Trump, bensì sta dicendo al mondo che il piano è eliminare il presidente Trump e l’Iran allo stesso tempo. Ricordate cosa ha detto Q riguardo al fatto che si tengono Israele per ultimo. . . Penso che queste minacce si ritorceranno contro il governo israeliano. Netanyahu sta solo perseguendo il suo vero obiettivo: usare gli Stati Uniti per eliminare i suoi nemici, anche se questo significa eliminare Trump per ottenerne sostegno. Il che ricorda altri eventi della storia recente."
AGGIORNAMENTO DEL 01 AGOSTO 2024
Come prevedibile, la situazione in Medio Oriente è sull'orlo di un vasto conflitto regionale. L'escalation è stata piuttosto rapida: nel giro di una settimana scarsa, siamo partiti da un bombardamento di Hezbollah in territorio siriano occupato da Israele, che ha ucciso diversi civili (più probabilmente, si trattato di un razzo della contraerea israeliana) alla risposta di Israele, che ha bombardato Beirut e ha ucciso, con un missile (o, secondo altre ipotesi, con dell'esplosivo piazzato mesi prima), il leader di Hamas Ismail Haniyeh, ospite a Teheran. Ora sembra che Israele stia per essere attaccato congiuntamente dall'Iran, da Hezbollah, dagli Houthi yemeniti e da altri loro alleati nella regione. Stiamo per assistere a un conflitto che porterà alla fine del sionismo? Q inteneva questo quando diceva che si sarebbero tenuti Israele per ultimo? Le risposte ce le daranno i fatti.
AGGIORNAMENTO DEL 15 AGOSTO 2024
Le vicende del Medio Oriente sono, come al solito, molto complesse. Quella che sembrava l'inevitabile risposta iraniana all'uccisione del leader di Hamas Haniyeh in piena Teheran, si è andata via via sgonfiando, mentre sulla sfondo si muovevano gli USA, che rafforzavano la loro già significativa presenza nell'area a fianco di Israele, e la Russia, che forniva armanenti sofisticati (tra cui i sistemi di difesa aerea S-400) agli iraniani. Però la risposta militare continuava a tardare e si poteva ipotizzare che dietro le quinte si stessero muovendo le diplomazie. Negli ultimi giorni è divenuto evidente che Teheran, nonostante i proclami iniziali, non avrebbe risposto. Ci sembrava strana una rinuncia totale da parte iraniana, che poteva apparire come una palese dimostrazione di debolezza, aprendo la strada a nuove azioni militari ostili e lasciando il paese in una posizione negoziale svantaggiosa. Ieri è emersa una notizia che riteniamo plausibile e che spiegherebbe il nuovo atteggiamento: una delegazione americana, con la mediazione dell'Oman, avrebbe consegnato all'Iran i nomi di 10 agenti del Mossad attivi sul territorio iraniano e responsabili dell'omicidio di Haniyeh. I conti ora forse tornano.
AGGIORNAMENTO DEL 19 AGOSTO 2024
Alcune figure prominenti del movimento dei Patrioti americani, parliamo di Candace Owens e di Liz Crokin (come in ogni rivoluzione che si rispetti, la componente femminile ha un ruolo fondamentale anche nel Grande Risveglio), hanno iniziato a puntare il dito contro Israele e il sionismo come espressioni dirette della politica della Cricca, sottolineando le differenze tra ebraismo e sionismo. Anche se le parole di Trump e di molti leader MAGA sono a supporto di Israele (come dice Q, "le apparenze sono importanti", specie in periodo elettorale), abbiamo sempre più conferme che il piano dei Patrioti prevede la liquidazione del sionismo e la pacificazione del Medio Oriente. Di seguito, il link a uno Spazio di Candace Owens su X, ascoltato da un milione di persone, in cui si è parlato apertamente dei crimini sionisti.
https://x.com/i/spaces/1djGXrzkjgkxZ
Successivamente, Candace Owens ha accusato, in diretta televisiva, il rabbino Shmuley di appartenere a una corrente estremistica e razzista dell'ebraismo. Di seguito il link al video, sottotitolato in italiano.
https://rumble.com/v5dsr51-candace-owens-contro-il-razzismo-sottotitoli-in-italiano.html
AGGIORNAMENTO DEL 18 SETTEMBRE 2024
Attacco senza precedenti di Israele nei confronti dei membri di Hezbollah: i militari (Mossad?) hanno fatto esplodere i cercapersone degli appartenenti all'organizzazione islamica, dopo aver fatto in modo, evidentemente, che vi fosse impiantato dell'esplosivo all'origine. L'azione, del tutto imprevedibile, ha provocato almeno 4000 feriti, di cui 400 gravi, e 11 morti. Questa mossa priva Hezbollah di una parte consistente delle sue forze e limita fortemente, almeno nel breve periodo, le capacità di mobilitazione degli elementi restanti, che si basavano molto appunto sull'uso dei cercapersone. Si tratta, per Hezbollah, di un duro colpo, riguardo al quale non vi sono stati, per ora, pronunciamenti da parte della leadership.
Secondo fonti di intelligence, Israele sarebbe stato "costretto" ad anticipare le esplosioni, che venivano tenute in serbo nel caso di inizio di un vasto conflitto per ottenere la superiorità strategica, dal momento che due membri di Hezbollah si sarebbero accorti della manomissione dei cercapersone. La Russia ha condannato fermamente l'attacco, definendolo un atto terroristico e dichiarando che gli autori cercano di scatenare un conflitto su vasta scala. Ricordiamo, anche a noi stessi, che la strategia dei Patrioti tende il più possibile a contenere le crisi, cercando di sfruttarle per ripulire certi ambiti e certe aree dai nemici. Contenere e ripulire.
AGGIORNAMENTO DEL 19 SETTEMBRE 2024
18 settembre: seconda ondata di esplosioni in Libano tra i membri di Hezbollah a distanza di un giorno. Stavolta si tratta di walkie-talkie. Un primo bilancio parla di 9 morti e 300 feriti. Da un post di Laura Ru: "Nuove esplosioni sono state segnalate in numerose aree del Libano, in quanto dei ricevitori radio (walkie-talkie), apparentemente degli ICOM V82, sono detonati. Le esplosioni hanno causato enormi incendi in auto, moto, appartamenti e negozi in tutto il Libano.
Un dispositivo è addirittura esploso durante un corteo funebre per una persona uccisa dall'esplosione di un cercapersone martedì. Fonti della sicurezza hanno spiegato ad Al Mayadeen che il materiale utilizzato in questa operazione terroristica potrebbe bypassare tutte le apparecchiature di scansione disponibili nei paesi e negli aeroporti di tutto il mondo, poiché il materiale esplosivo non è rilevabile. In altre parole, il materiale esplosivo è "progettato appositamente per questa missione".
Contrariamente alle ipotesi iniziali, non sono state le batterie dei cercapersone a causare le esplosioni, ma è il litio in esse contenuto a causare la detonazione. L'esplosione è stata innescata tramite una tecnologia avanzata, che ha trasmesso un messaggio che attivava gli esplosivi. Si è notato che le unità di cercapersone che erano state spente o situate in aree senza copertura non sono esplose, così come i vecchi modelli. Le fonti hanno spiegato che i cercapersone erano stati "manomessi all'origine tramite le loro unità IC (Integrated Circuit)", dove era contenuto il materiale esplosivo."
AGGIORNAMENTO DEL 26 SETTEMBRE 2024
Dopo gli attacchi terroristici contro i membri di Hezbollah attraverso l'esplosione dei cercapersone e dei walkie-talkie, la leadership isreaeliana sta cercando di capitalizzare l'eventuale vantaggio strategico derivante dai suddetti attacchi. Il tentativo è quello di scatenare la guerra totale nella regione (contando poi sull'aiuto americano), ora attraverso continui bombardamenti nel sud del Libano. Il calcolo potrebbe rivelarsi sbagliato.
Le forze di difesa israeliane (IDF) hanno iniziato la mobilitazione dei riservisti in vista di possibili operazioni di terra nel sud del Libano. Secondo Mario Nawfal, il bombardamento delle infrastrutture libanesi da parte delle forze israeliane segnerebbe l'inizio della guerra totale tra Israele ed Hezbollah, con serie possibilità di regionalizzazione del conflitto. Sempre secondo il commentatore, gli israeliani potrebbero farsi "tentare" dal fatto che la risposta di Hezbollah all'ultima serie di attacchi appare inadeguata.
AGGIORNAMENTO DEL 29 SETTEMBRE 2024
L'uccisione del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un bombardamento mirato da parte delle forze israeliane, apre molti interrogativi. L'ingarbugliata matassa del Medio Oriente, per noi semplici osservatori esterni, è assai ardua da dipanare, così come, al momento, è difficile stabilire quali fili di questa matassa siano nelle mani dei Patrioti e quali di questi fili stiano tirando. Per aiutarci, dobbiamo ipotizzare, e qui forse il "gioco" risulta più facile, quelli che sono gli obiettivi finali del Piano dei Patrioti per l'area: non solo la sconfitta del sionismo, con la sua ferocia militare così funzionale agli interessi della Cricca,
il suo razzismo e le sue pulizie etniche, ma anche il depotenziamento di quella grande rete militare anti-israeliana che tante forze ha fornito alle milizie del
deep state, che era tutelata dall'Amministrazione Obama e che combatte con l'uso di metodi terroristici. La Cricca finanzia sempre entrambi i fronti delle guerre: questa lezione della storia non deve andare perduta (la regola non si applica alle attuali operazioni per lo smantellamento della Cricca, ovviamente). Di conseguenza, il
deep state agisce all'interno di tutte le nazioni e quella che si sta combattendo, anche se a volte può assumere l'aspetto di una guerra tra nazioni, è in realtà una guerra tra Patrioti e globalisti che si combatte soprattutto all'interno delle singole nazioni. Ricordiamo inoltre che il terrorismo fa parte delle tecniche della guerra di "quarta generazione" e che lo stesso generale Flynn ha sottolineato,
in un tweet che rimanda a un articolo approfondito sulla questione, la propensione di Nasrallah al terrorismo, oltre alla sua scarsezza come capo militare.
Come la vicenda Soleimani insegna, è possibile che la leadership iraniana sia segretamente coinvolta in processo di pacificazione dell'area ordito dai Patrioti (ne sia prova l'ingresso dell'Iran nei BRICS avvenuto, guarda caso, successivamente all'assassinio del generale ordinato da Trump). Il fatto che, a parte le parole bellicose, non vi siano state sostanziali reazioni all'uccisione del leader di Hamas a Teheran lo scorso 30 luglio, potrebbe essere indice di un segreto consenso. Così, anche questa volta, dalla risposta militare iraniana (mettendo da parte le parole, che non contano nulla) capiremo in che senso leggere l'operazione che ha portato alla decapitazione della dirigenza di Hezbollah quasi per intero. Il fine ultimo dei Patrioti è quello della convivenza pacifica, cooperativa e costruttiva di tutti i popoli dell'area, ivi compresi ebrei e palestinesi, che avranno finalmente una loro terra. La strada per arrivarci è tortuosa, piena di ostacoli e irta di pericoli. "Non tutto sarà pulito",
Q#521
AGGIORNAMENTO DEL 2 OTTOBRE 2024
Il primo ottobre l'Iran ha attaccato Tel Aviv con centinaia di missili balistici, in risposta all'eliminazione di buona parte della leadership di Hezbollah. Quasi inutili le tanto decantate difese aeree israeliane, anche se l'Iran avrebbe utilizzato, accanto ai missili ipersonici, missili balistici di vecchia concezione, preservando i nuovi per possibili azioni successive. Sarebbero stati colpiti esclusivamente obiettivi militari, senza vittime civili, segno della precisione dell'operazione. Secondo fonti iraniane, tra l'80 e il 90% dei missili lanciati avrebbe raggiunto l'obiettivo. Data la cortina fumogena della propaganda, è impossibile avere, ad oggi, una stima precisa dei danni provocati dall'attacco, che, secondo fonti iraniane, dovrebbero essere ingenti. Gli USA stanno mandando squadroni di aerei (gli invii erano già previsti), ma sembrano frenare sull'escalation. La dirigenza iraniana ha affermato, da parte sua, di non essere in guerra con Israele e che l'attacco missilistico per loro chiude la questione, a meno che non ci siano altre contro-risposte da parte israeliana. Riguardo all'ipotesi, puramente speculativa, da noi avanzata nel precedente aggiornamento, cioè che possano esserci accordi segreti tra Patrioti iraniani e israeliani su alcuni obiettivi delle operazioni militari dei due paesi, atte a sradicare sia la componente sionista israeliana che quella terroristica legata all'apparato militare iraniano (il che implicherebbe che i Patrioti controllano almento una parte delle forze israeliane, oltre al grosso di quelle iraniane), secondo noi essa ancora non decade di fronte a questi ultimi eventi, nonostante la spettacolarità e l'efficacia, anche propagandistica, dell'attacco. Per avere un'idea precisa delle dinamiche in corso, bisognerà giudicare i movimenti successivi di tutti gli attori, che andranno valutati in un'ottica d'insieme.
AGGIORNAMENTO DEL 18 OTTOBRE 2024
Lo stato attuale della Guerra in Medio Oriente vede i sionisti in difficoltà dal punto di vista militare, con l'esercito israeliano che continua la carneficina (pulizia etnica) a Gaza, dove incontra meno resistenza (le vittime tra i palestinesi avrebbero raggiunto l'esorbitante cifra di 120.000), mentre in Libano vanta scarsissimi guadagni territoriali a fronte di notevoli perdite. Con l'Iran la situazione è di stallo: Israele non può attaccare da solo senza subire cocenti umiliazioni, visto che la decantata difesa aerea dell'Iron Dome si è dimostrata del tutto insufficiente di fronte all'arsenale missilistico iraniano. Se si verificasse un serio attacco israeliano contro l'Iran, per il regime sionista potrebbe rivelarsi una mossa suicida. Per i sionisti, l'unica speranza di vittoria è quella di allargare il conflitto, coinvolgendo gli USA contro l'Iran, passando attraverso l'intervento di alcuni paesi europei in Libano, oppure facedo "saltare il banco", cioè provocando in qualche modo l'interruzione delle rotte energetiche che passano per lo Stretto di Hormuz.
https://youtu.be/fBIycKZcx_A?si=qtyl2QMMQL8v15I5
AGGIORNAMENTO DEL 29 NOVEMBRE 2024
Il 27 novembre è entrato in vigore un "cessate il fuoco" tra Israele e Hezbollah che, a detta di Netanyahu, non determina la fine delle ostilità.
Al ginepraio mediorientale mancava soltanto la nuova situazione siriana. Sembra che nutrite bande di terroristi, coordinate in forma di "esercito", con qualche appoggio da parte della Turchia (e addirittura di Israele!) abbiano colto di sorpresa l'esercito siriano ad Aleppo, arrivando quasi a controllare la città. A dire il vero, su quest'ultimo punto esistono voci contrastanti: secondo il canale "War Digital News", i terroristi avrebbero invece subìto una sonora sconfitta e le notizie di loro roboanti successi sarebbero solo propaganda.
Analizziamo la situazione: la Turchia di Erdogan, che finora si è dimostrato forse il più astuto tra i leader mondiali, avrebbe aiutato i terroristi filo-globalisti ad attaccare la Siria, poco dopo aver tentato di ricucire con Assad (con cui era stato costretto a rompere anni fa perché forzato dalle pressioni globaliste) e sarebbe entrato in rotta di collisione con il suo potente alleato russo e con l'Iran (ricordiamo che la Turchia ha appena fatto domanda di adesione ai BRICS). E questo proprio nel momento in cui la vittoria di Trump in America condanna, di fatto, la NATO e tutto il globalismo nel suo insieme, che è quello che spalleggia i terroristi. Erdogan si sarebbe addirittura affiancato a Israele, che egli addita pubblicamente come arcinemico per via dell'operazione militare a Gaza. Le spiegazioni possibili del presunto comportamento turco non sembrano essere molte:
1) sono in ballo antiche questioni regionali incomprensibili ai più;
2) Erdogan era una carta coperta "di ultima istanza" in mano ai globalisti, e ora hanno deciso di giocarla;
3) si tratta di una trappola per i miliziani, inquadrabile nell'operazione di ripulitura del Medio Oriente dalle formazioni terroristiche.
Altro, per ora, non ci viene in mente. Forse, se e quando si riuscirà a penetrare la coltre della disinformazione apparirà tutto molto più semplice. Non ci sfugge il fatto che tutto questo accade nel momento in cui i globalisti tentano la rivoluzione colorata in Georgia e intensificano le operazioni terroristiche in Africa.
AGGIORNAMENTO DEL 6 DICEMBRE 2024
Continua a svilupparsi la situazione in Siria, con i ribelli che avanzano ed Erdogan che esce allo scoperto appoggiandoli apertamente in una dichiarazione. Diverse le anomalie, dalla scarsa resistenza opposta dall'esercito regolare siriano agli "strani" raid congiunti delle aviazioni siriana e russa, che la scorsa notte hanno danneggiato un ponte autostradale senza riuscire a distruggerlo, lasciando così aperta ai ribelli la strada verso Homs. Una guerra su cui tenere gli occhi aperti per capirne le complicate dinamiche.
AGGIORNAMENTO DEL 7 DICEMBRE 2024
È necessario un nuovo aggiornamento sulla situazione in Siria. Qualche giorno fa, quando ce ne siamo occupati per la prima volta, abbiamo preso spunto dal comportamento della Turchia per mettere in campo tre ipotesi, senza prenderne in considerazione una quarta, che ci sembrava davvero poco plausibile, che cioè i Patrioti avessero deciso che Assad non poteva far parte del Medio Oriente pacifico e prospero che sta per emergere, una volta che gli artigli della Cricca avranno mollato la presa su questa martoriata area del mondo. In queste ore, invece, di fronte al susseguirsi degli eventi, ci sembra questo il finale più probabile per la Siria, con Assad estromesso dal potere oppure, come minimo, costretto ad aprire alle opposizioni che Lavrov definisce "legittime". Riassumiamo le "anomalie" e gli eventi notevoli:
- l'esercito regolare siriano non riesce ad arrestare l'avanzata dei ribelli, nonostante l'aiuto delle forze aeree russe
- l'esercito regolare siriano si ritira regolarmente di fronte al nemico e si moltiplicano le defezioni e gli ammutinamenti (come dice la canzone: ma se si girano gli eserciti e spariscono gli eroi...)
- milizie armate, tradizionalmente ostili ad Assad, si mobilitano nel sud del paese a sostegno dei ribelli
- le forze aeree russo-siriane non riescono nemmeno a distruggere un ponte e lasciano ai ribelli la possibilità di avanzare
- Erdogan appoggia ufficialmente i ribelli, affermando che il loro obiettivo è Damasco
- la Russia si sfila, affermando che il suo aiuto al regime di Assad sarà limitato, in quanto ha altre priorità (ricordiamo che la Russia possiede, proprio in Siria, la sua unica base militare in territorio estero...) e che, se l'esercito continua ad arretrare, non c'è niente da fare per Assad e la Siria
- anche l'Iran si sfila, ritirando personale militare, ufficiali e personale diplomatico (più tardi, è stato smentito il ritiro del personale diplomatico, ma non di quello militare)
- Lavrov lascia intendere che Russia, Turchia e Iran si occuperanno della situazione siriana. I ministri degli esteri dei tre paesi si sono incontrati in Qatar a porte chiuse. Trump afferma che gli USA devono rimanere fuori dalla Siria.
Esiste anche la possibilità che la "luce verde" di Dan Scavino, a cui abbiamo fatto riferimento qualche giorno fa, fosse riferita all'operazione che stiamo vedendo in Siria.
AGGIORNAMENTO DELL'8 DICEMBRE 2024
Damasco è caduta senza che fosse sparato un colpo (leggi qui il comunicato dei ribelli), Assad e diversi membri del governo sono fuggiti e quelli rimasti hanno ceduto il potere ai ribelli. La Siria cambia volto improvvisamente, la struttura di potere sembra essere implosa dall'interno, con la defezione dell'intero apparato militare. Siamo ragionevolmente certi che dietro ci sia la mano dei Patrioti, che hanno agito secondo il principio di fare meno morti e meno danni possibile. Evidentemente, la Siria è un elemento-chiave del complesso puzzle mediorientale. Ad Assad sarebbe stata offerta la guida della transizione, ma non avrebbe fornito le garanzie necessarie. Ci sono gruppi terroristici tra i ribelli? Sì. Sono stati liberati dei terroristi dalle carceri? Sì. Q ci aveva avvisati: "Non tutto sarà pulito" (Q#521), non è semplice creare ordine dal caos. Molti elementi legati al terrorismo, in giro per il mondo, sono stati eliminati e molti lo saranno, ma assisteremo anche alla trasformazione di diversi gruppi terroristici in entità politiche attraverso l'abbandono della lotta armata, come è accaduto ai Talebani in Afghanistan.
AGGIORNAMENTO DELL'8 GENNAIO 2025
Trump ha appena ripubblicato un video in cui Jeffrey Sachs spiega che le guerre in Iraq e Siria sono state causate da Netanyahu.
Netanyahu “sta ancora oggi cercando di farci combattere contro l’Iran” "Ci ha trascinati in guerre infinite e, grazie al potere che ha nella politica statunitense, ha ottenuto ciò che voleva"
Si tratta dello stesso Jeffrey Sachs che ha spiegato il progetto del “Grande Israele” a Tucker Carlson e che le guerre in Medio Oriente sono avvenute perché Israele controlla la politica estera degli Stati Uniti.
TRUMP LO SA. Niente è come sembra. Il sionismo ha le ore contate. https://x.com/KAGdrogo/status/1876785571949113639
"In questo momento è in corso una vera e propria guerra civile in Cisgiordania tra Hamas e l'Autorità Nazionale Palestinese. Hamas ha preso di mira indiscriminatamente i palestinesi. I media tradizionali non ne hanno parlato perché non vogliono dipingere Hamas in modo negativo." https://x.com/EYakoby/status/1876766592400322859
A nostro avviso, Hamas fa parte di quelle forze terroristiche mediorientali legate alla Cricca che, al pari del sionismo, dovranno essere smantellate. Hamas ha avuto la collaborazione di Netanyahu negli eventi del 7 ottobre 2023 (si è trattato di una vera e propria "false flag"), che sono serviti a giustificare l'intervento israeliano a Gaza. Molto probabilmente, l'Autorità Nazionale Palestinese ha l'appoggio dei Patrioti e sarà uno dei pilastri del futuro Medio Oriente pacificato e prospero, insieme a Israele liberato dai sionisti.
AGGIORNAMENTO DEL 16 GENNAIO 2025
Il 23 ottobre 2023, un paio di settimane dopo i fatti che hanno portato all'invasione di Gaza da parte delle forze israeliane, abbiamo iniziato a scrivere questo articolo, che è ancora aperto. Si tratta più che altro di un 'diario' della guerra in Medio Oriente, che abbiamo voluto intitolare "La crisi mediorientale e l'azione dei Patrioti" (anche se, a dire il vero, per i primi tempi il titolo è stato "La crisi israelo-palestinese e l'azione dei Patrioti", poi successivamente il conflitto si è allargato) perché eravamo ragionevolmente certi che, proprio in un'area così nevralgica e martoriata, si sarebbe estrinsecato il lavoro oscuro dei nostri fratelli che, da decenni, operano per cambiare il mondo a beneficio dell'umanità intera. Eravamo anche ragionevolmente certi che avrebbero utilizzato la più umana delle strategie, quella che abbiamo voluto ribattezzare "strategia del contenere e ripulire", che consiste nel contenere il più possibile i danni e il numero di vittime (moltissimi gli uni e le altre, ma l'obiettivo sionista era quello della completa pulizia etnica nella Striscia di Gaza), ripulendo nel contempo l'area della crisi dai nemici più feroci. Il cessate il fuoco di oggi (proprio alla vigilia dell'insediamento di Trump, la punta di diamante dei Patrioti) è il coronamento di questa strategia, che ha visto, insieme all'eliminazione di molti dei vertici delle compagini terroristiche mediorientali (da Soleimani e al-Baghdadi fino ai recenti colpi chirurgici contro i leader di Hamas ed Hezbollah) e all'inizio della riconversione di molti gruppi terroristici in entità politiche (vedi l'operazione in Siria), anche un molto più sotterraneo, per ragioni di "apparenze", soffocamento della leadership sionista, che proprio oggi ha tentato e fallito il colpo di coda per prolungare il conflitto. L'operazione di sistemazione del Medio Oriente non è finita e c'è ancora molta strada da percorrere verso la pace definitiva nella zona, ma oggi abbiamo avuto un saggio sorprendente e rassicurante della grande forza dei Patrioti e del loro progetto di pace e prosperità per il mondo. Lunga vita ai Patrioti e alla loro/nostra rivoluzione!
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AGGIORNAMENTO DELL'1 FEBBRAIO 2025
Prende quota l'ipotesi che Israele sia tra i mandanti dell'omicidio di JFK, perché il Presidente aveva deciso di impedire che lo Stato ebraico sviluppasse segretamente l'atomica e voleva che l'AIPAC (l'associazione che paga i politici americani per legarli agli interessi israeliani) si registrasse come agente straniero. Ne ha parlato anche Tucker Carlson, che non affronta mai argomenti "a caso". Ricordate il post Q#916? "Ci teniamo Israele per ultimo. Motivo molto specifico non menzionato neanche una volta". Il "motivo molto specifico" potrebbe essere proprio l'assassinio di JFK. Un poco alla volta, tutti i pezzi del puzzle vanno al loro posto.
AGGIORNAMENTO DEL 5 FEBBRAIO 2025
Gli USA vogliono la Striscia di Gaza. Che cosa significa? È la garanzia della presenza rivoluzionaria nel luogo in cui la Cricca gioca da oltre un secolo con le vite di milioni di innocenti. Con i nuovi USA di Trump, che dopo la sua Presidenza mai più potranno tornare ad essere una forza di oppressione verso il popolo, è la garanzia della pace e la fine degli sporchi giochi di guerra e di denaro. Il mondo sta cambiando velocemente, il suggello di questo cambiamento saranno le nuove carte geografiche. È la costruzione di quella architettura di sicurezza internazionale che verrà ricordata come una delle maggiori conquiste dell'umanità.
Rimangono, da parte nostra, perplessità sullo spostamento della popolazione palestinese. Condividiamo i dubbi e le considerazioni di Clandestine (al secolo Jacob Creech) ma, vista l'eccezionalità dei tempi in cui viviamo e, soprattutto, delle operazioni a cui stiamo assistendo, navighiamo a vista e, fiduciosi, osserviamo gli eventi.
https://x.com/RapidResponse47/status/1886932932952043650?t=qhqAJcq6utlNcqB5fi5j1Q&s=19
La proposta di "spostare" i palestinesi da Gaza è stata rifiutata dai maggiori attori internazionali nell'area, tra cui Russia, Cina e Turchia. Nel frattempo, Trump manda messaggi distensivi all'Iran e parla di una Grande Festa per il Medio Oriente il giorno in cui USA e Iran firmeranno un accordo di pace, al quale, dice, bisognerebbe iniziare a lavorare immediatamente. Come ha scritto recentemente Trump ad Abu Mazen, Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, "tutto finirà bene". Siamo certi che si sta andando verso un Medio Oriente completamente diverso e finalmente pacificato, intanto il massacro si è fermato. Bisogna solo riuscire a capire qual è, al momento, il gioco delle parti.
Il piano di pace dei Patrioti per il Medio Oriente (video)
Julian Assange e WikiLeaks
La notizia della liberazione di Julian Assange dal carcere il 24 giugno 2024 è giunta improvvisa come uno squarcio di cielo azzurro durante un temporale. Siamo certi che questo grande e inarrivabile maestro di tutti coloro che cercano la verità e la diffondono a beneficio del genere umano viva sotto la protezione dei Patrioti e che abbia un ruolo ben preciso nell'ambito del Piano (Q#3341). Lo stesso momento scelto per la sua liberazione suggerisce che siamo giunti a un punto-chiave nello svolgimento degli eventi: forse la mole di documenti in suo possesso verrà usata come fonte di prove per liquidare molti elementi del deep state? Lo vedremo, osservando come sempre gli eventi da modestissimi cronisti.
I 10 reportage più controversi di WikiLeaks, fondata da Julian Assange
Se volete avere uno sguardo d'insieme sull'attività di WikiLeaks e di Julian Assange per far arrivare al pubblico molte verità scomode per il potere, potete leggere questo articolo (link sotto), che è la traduzione di un thread del profilo X "The Poll Lady".
Ecco l'elenco dei 10 reportage più controversi, descritti nell'articolo:
1. I documenti su Guantánamo (2011)
2. I registri della guerra in Iraq (2010)
2b. Il video degli omicidi collaterali (2010)
3. Il diario di guerra afghano (2010)
4. Il Forziere n. 7 (2017)
5. I dispacci diplomatici (2010)
6. I documenti sulla Siria (2012)
7. I documenti dell'intelligence globale (2012)
8. TPP, TTIP e TISA (2013)
9. I leader mondiali come obiettivi della NSA (2016)
10. Le email di Hillary Clinton (2016)
LINK ALL'ARTICOLO:
La persecuzione di Julian Assange è stata un'operazione sotto copertura contro la CIA?
Questo articolo è la traduzione di un thread di @austerrewyatt1
Io seguo la regola pratica secondo cui, quando una narrazione non ha un senso evidente, deve esserci dietro qualcosa di più profondo. Mentre abbiamo sentito per un sacco di tempo che Mike Pompeo voleva assassinare Julian Assange, ci siamo dimenticati di porre l'unica domanda che conta: "Perché gliene importava così tanto?"
WikiLeaks ha pubblicato i documenti del Forziere n. 7 (Vault 7) nel marzo 2017, subito dopo l’ascesa al potere di Trump. In cosa consisteva veramente il Forziere n. 7?
"Il Forziere n. 7 è una serie di documenti che WikiLeaks ha iniziato a pubblicare il 7 marzo 2017, che descrivono in dettaglio le attività e le capacità della Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti per eseguire sorveglianza elettronica e guerra informatica. In realtà, c’è un’eccezione alla guerra informatica. Contiene anche un progetto chiamato Protego (https://wikileaks.org/vault7/#Protego) che non è un malware, ma un sistema di controllo missilistico che, se utilizzato in un modo specifico, può far fallire il lancio di un missile."
A parte questo, si tratta di una raccolta di strumenti di hacking elettronico che la CIA utilizza da decenni per ottenere l’accesso a tutti i tipi di computer appartenenti a persone, aziende, nazioni e tutti possiamo immaginarci per quali scopi potrebbero utilizzare questa capacità.
In poche parole, la fuga di notizie del Forziere n. 7 ha reso la CIA cieca rispetto a tutta la sorveglianza che stavano effettuando attraverso i suoi strumenti di hacking. Due mesi dopo l’insediamento di Trump. Mettiamo questo fatto da parte per dopo.
Se qualcuno pensa che questa concatenazione di eventi sia una coincidenza, cioè che la CIA sia stata “accecata” proprio quando Trump ha iniziato a dare la caccia alla Cricca, può smettere di leggere subito.
Due mesi dopo la fuga di notizie del Forziere n. 7, quando tutti i computer del mondo iniziarono ad applicare patch per queste vulnerabilità e la CIA fu accecata, Trump annunciò il suo famoso “Tour Mondiale della Capitolazione” (https://rt.com/usa/387181-trump-saudi-israel-vatican/) e diede il via a quel viaggio con una visita in Arabia Saudita. L’Arabia e la famosa danza delle spade, che portò al colpo di stato saudita che spodestò il controllore della Cricca Al-Waleed bin Talal che, tra le altre cose, era uno dei manipolatori di Obama. E questo è successo proprio nel giorno in cui Q ci ha detto che Hillary sarebbe stata arrestata. La Cricca fu colta completamente di sorpresa. Quasi come se fossero ciechi di fronte a questa mossa.
Ok, penso di aver stabilito che il Forziere n. 7 è stato la chiave che ha permesso a Trump di colpire la Cricca e a Q di dire "abbiamo tutto".
Ora chiediamoci ad alta voce: perché Mike Pompeo avrebbe dovuto usare la “bomba atomica” contro WikiLeaks per aver rilasciato i file del Forziere n. 7?
Ad aprile, Pompeo ha tenuto il suo primo discorso e il suo obiettivo non era la Corea del Nord, né l’ISIS, né nessun altro. Era WikiLeaks. Questo discorso è stato soprannominato: “Pompeo dichiara guerra alla libertà di parola di Assange” (https://rt.com/news/386155-assange-cia-pompeo-doctrine/). Ecco la risposta di WikiLeaks al discorso (https://x.com/wikileaks/status/853014677529538560).
Quindi abbiamo che la CIA è stata accecata poco prima che Trump iniziasse le sue mosse contro la Cricca e che il suo nuovo direttore dichiarasse guerra a WikiLeaks. Interessante, eh?
Suggerisco alle persone di indagare ulteriormente su questo argomento per farsi un’idea del tipo di vetriolo che Pompeo ha vomitato contro Assange, Wikileaks e chiunque fosse coinvolto nel rilascio del Forziere n. 7.
- Si è discusso di rapire Assange e riportarlo indietro dall'ambasciata dell'Ecuador.
- Si parlava di assassinarlo.
- Hanno provato a convincere l'Equador a chiudere un occhio sulla loro operazione.
- Hanno cercato di convincere gli inglesi a commettere loro l'assassinio, se necessario.
Tutte le possibili ipotesi erano sul tavolo.
Pompeo ha detto alla CIA "NIENTE È VIETATO, NON AUTOCENSURATEVI" nell’elaborare un piano per eliminare WikiLeaks e Julian Assange.
E questo è ciò che ci ha detto Q: "Abbiate fiducia in Kansas" [soprannome di Mike Pompeo, n.d.r.].
Ora sappiamo che cosa stava facendo Sessions. Durante i suoi scambi al suo vetriolo con Trump, sappiamo che stava segretamente istituendo tutti i tipi di Consigli Speciali.
Quindi cosa fai se sei un direttore della CIA che vuole accecare la CIA ma non vuole che nessuno lo sospetti? Ti contorci in una rabbia apoplettica e intraprendi una guerra contro chi divulga le informazioni riservate. Ti fai odiare da tutti coloro che amano la libertà.
E cosa fai se vuoi usare questa operazione per scoprire ogni sporco asso nella manica della CIA e ogni persona malvagia tra i suoi ranghi? Emani la direttiva secondo cui "Niente vietato, non autocensuratevi. Ho bisogno di idee operative da parte vostra. Mi preoccuperò degli avvocati solo a Washington" e invii messaggi che indirizzano le stazioni e le basi della CIA in tutto il mondo a dare priorità alla raccolta di dati su WikiLeaks.
La CIA può anche essere stata accecata nelle proprie capacità di hacking elettronico, ma aveva ancora un sacco di trucchi in serbo e tu li convinci a tirarli fuori tutti.
Indovinate che cos'altro è una coincidenza? Il 6 marzo 2018 viene emessa l'accusa sigillata contro Assange (https://en.m.wikipedia.org/wiki/File:Julian_Paul_Assange_Indictment_of_6_March_2018.pdf).
Un giorno dopo la presentazione dell'accusa sigillata, il drop di Q #867 ha un link alle e-mail di Clinton relative al rapimento di 33 bambini da parte di Laura Silsby, che è uno dei collegamenti più solidi che gli Anon hanno trovato tra le e-mail pubblicate da WikiLeaks e pertinenti al Comitato Nazionale Democratico che collegano i Clinton ad Haiti.
Nell’aprile del 2018 Pompeo lascia la CIA e Trump lo nomina Segretario di Stato. Una settimana prima che Pompeo lasciasse la CIA, Q ha pubblicato il famoso drop #1195 con la dicitura: “TEMPO DI ARRIVO PREVISTO GIUGNO” [Assange stato liberato a giugno del 2024, n.d.r.]. Quasi come se il suo scopo nella CIA fosse quello di fare questa operazione contro Assange.
Quando creature della palude come Mueller o Comey o Haspel o Rod Rosenstein o Pelosi o Schiff ecc. iniziano ad attaccare i Patrioti, sai che avviene perché hanno una lunga storia nelle operazioni della Cricca. Ci sono immersi. Guardi la loro storia ed è piena di collegamenti con cose malvagie.
Che dire di Pompeo? Ecco un vecchio articolo (https://businessinsider.com/who-is-mike-pompeo-2017-11#he-served-in-the-us-army-ultimately-reaching-the-rank-of-captain-his-service-was-predominantly-spent-patrolling-the-iron-curtain-before-the-fall-of-the-berlin-wall-according-to-his-cia-bio-4)
Da bambino è stato influenzato da Ayn Rand. Si è laureato a West Point come primo della classe e ha prestato servizio nell'esercito americano, raggiungendo il grado di Capitano, "pattugliando la cortina di ferro prima della caduta del muro di Berlino". Si è poi laureato alla facoltà di legge di Harvard ed è entrato nel mondo degli affari come imprenditore.
Successivamente, è diventato membro del Congresso del Kansas e, in particolare, ha fatto parte del Comitato della Camera per la Supervisione dell’Intelligence, il comitato che supervisiona le attività della CIA. Questo è ciò che ha detto quando si è candidato al Congresso: "Ho gestito due piccole imprese in Kansas e ho visto come il governo può schiacciare l'imprenditorialità. Ecco perché mi sono candidato al Congresso. Si dà il caso che ci siano molte persone nel Kansas centro-meridionale che sono d'accordo con me su questo argomento."
Poi è stato scelto da Trump per diventare direttore della CIA. Niente nella sua storia dice che sia una creatura della palude ma, quando era nel Comitato di Supervisione dell’Intelligence, era nella posizione di sapere esattamente che tipo di imbrogli accadono nella CIA.
Due domande cruciali. La prima: cosa ha portato esattamente Pompeo a scagliarsi con tutta la forza contro WikiLeaks per le notizie riguardanti il Forziere n. 7 che stanno aiutando Trump a sconfiggere la Cricca?
E la seconda domanda: perché Trump non lo ha licenziato, ma lo ha invece scelto per diventare Segretario di Stato degli Stati Uniti dopo essere stato direttore della CIA?
In conclusione, amici di Anon, vi presento l'intera caccia alle streghe contro Assange come operazione sotto copertura contro la CIA.